Pippo Callipo, l'altra faccia della Calabria: 'I calabresi moriranno da pecore'

0
Pippo Callipo, l'altra faccia della Calabria: 'Scendiamo in piazza per i nostri diritti'

“Penso che i calabresi moriranno da pecore! Chiudono gli aeroporti, quasi tutte le strade, soprattutto quelle interne, sono in condizioni pessime e pericolose, manca il lavoro per giovani e meno giovani. La sanità… meglio raccomandarsi l’anima a Dio. Molti politici col compito di amministrare la cosa pubblica si dedicano soprattutto ad amministrare il patrimonio proprio e la propria “clientela” civile e mafiosa. La mafia con la penna (burocrazia) lavora solo per amici riconoscenti. Le associazioni datoriali e sindacali sono quasi sparite: non interessano più alcuno. Alcune maestre seviziano i bambini e invece di tagliare loro le mani vengono sospese fino al termine dell’anno scolastico. Ma cosa deve succedere perché i calabresi reagiscano? Ci devono violentare i familiari? Non credete che è ora di scendere in piazza e far valere i nostri diritti?”
Il duro sfogo, circolato nei giorni scorsi sul social network più famoso, è destinato a suscitare sconcerto e polemiche e in men che non si dica ha fatto il giro del web anche grazie ai più disparati siti di informazione che l’hanno ripreso.
A scriverlo, di suo pugno, non è stato un utente qualunque ma l’imprenditore vibonese Pippo Callipo, una sorta di guru per le giovani generazioni e un punto di riferimento per tutti quei calabresi che ripudiano corruzione e malaffare che stanno divorando questa terra.
Pippo Callipo, infatti, è considerato la bandiera della Calabria nel mondo, un vanto, un orgoglio, non solo per la sua incessante attività imprenditoriale senza macchia, ma anche per le continue denunce e per aver fatto spallucce alle continue e pressanti intimidazione dei balordi, che lo avrebbero voluto nella loro rete e che invece non avranno mai.
Pippo Callipo è uomo che ha stravolto i canoni dell’economia bruzia, dimostrando con i fatti che il sacrificio e l’onestà sono i due ingredienti principali per smontare ogni stereotipo legato a questi luoghi belli e maledetti, insegnando a chiunque come anche in Calabria sia possibile mandare avanti un’azienda per quattro generazioni rimanendo dall’altra parte dei giusti. A qualunque costo.
Questo la ‘ndrangheta non gliel’ha mai perdonato. Negli anni al suo indirizzo si sono riversate minacce di qualunque genere, dalle pallottole esplose alle meschine promesse di farla pagare a suo figlio. Una recente inchiesta giornalistica ha rivelato che i clan del posto avevano provato in ogni modo e con ogni mezzo ad avvicinarlo, rimanendo clamorosamente a bocca asciutta.
Pippo Callipo è uno che non si scompone nemmeno quando una mattina, recandosi a lavoro, trova 11 pallottole ai suoi piedi, con cui la sera prima un malvivente ha perforato il citofono del Popilia Resort. La reazione, è sempre la stessa: «Perdono il loro tempo, io da qui non mi sposto». A questi “signori” ha rinfrescato la memoria anche quando ha fondato il suo movimento politico, che non a caso ha chiamato “Io resto in Calabria”.
Alla violenza della sua terra natìa, ha risposto regalandole amore a dedizione. I suoi dipendenti sono collaboratori, e non operai come tiene sempre a precisare, finisce sulle prime pagine per aver dato loro il premio produzione mentre su tutto il territorio nazionale le aziende chiudono senza sosta e, già che c’era, sulle colonne dei quotidiani ci torna a Natale scorso, quando i cornisti raccontano di sette detenuti assunti per un mese alla Tonno Callipo Group, l’azienda centenaria di produzione e commercializzazione di tonno e altri prodotti tipici alimentari.
Ma quest’uomo dal marcato accento vibonese, con il sorriso stampato in volto e un paio di lenti dietro cui si cela lo sguardo di un animo umile ma al tempo stesso determinato, è molto, molto di più.
Pippo Callipo è un dirigente che in dieci anni porta la Volley Tonno Callipo dalla serie C2 alla serie A1.
Pippo Callipo è un politico che si candida a presidente di questa regione e prende più di 100mila voti senza fare accordi con la mafia.
Pippo Callipo è imprenditore che entra in Confindustria e ne esce denunciando il racket.
Pippo Callipo è un calabrese che per primo denuncia la “mafia con la penna” di colletti bianchi e politici.
Pippo Callipo è un dispensatore di stipendi che riceve la nomina di Cavaliere del Lavoro.
Pippo Callipo è un uomo di cultura che siede nel cda dell’Università della Calabria.
E se non bastasse, Pippo Callipo è anche un cittadino estremamente coraggioso che qualche giorno fa ci ha spiegato meglio di qualunque giornale il motivo per il quale i calabresi continuano ad essere sopraffatti dalla malapolitica nonostante i continui lamenti: perché sono un branco di pecore.
Non è davvero il momento di scendere in piazza?