Provincia di Cosenza | Il Tar Calabria dà ragione a Di Natale, sospesi gli atti delle nomine revocate da Iacucci

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Provincia di Cosenza | Il Tar Calabria dà ragione a Di Natale, sospesi gli atti delle nomine revocate da Iacucci

(Nella foto, il consigliere provinciale Graziano Di Natale)
In quattro mesi di governo non ha trovato il tempo di affidare le deleghe agli eletti, ma il presidente della PRovincia di Cosenza Franco Iacucci ha certamente trovato quello per provare ad azzerare tutto il lavoro svolto dal suo predecessore Graziano Di Natale, oggi più acerrimo nemico che compagno di partito (clicca qui per leggere l’articolo). Nella quiete di Palazzo di Governo erano stati cancellati a colpi di spugna bandi, atti e delibere, tutti, anche quelli relativi alla commissione trasporti.
Ma ieri il tribunale amministrativo della regione, con provvedimento n 154/2017, ha sospeso l’atto con cui Iacucci aveva revocato le nomine della commissione per l’accertamento della idoneità alla circolazione stradale. Pertanto, si precisa nel documento, deve intendersi sospeso anche ogni atto presupposto e consequenziale.
Una vittoria firmata dai giovani legali Emily Francesca Maffongelli e Luca Giuseppe Saggio, che hanno saputo ampiamente dimostrare come Graziano Di Natale avesse agito in maniera del tutto lecita.

«Credo che bisogna fermarsi e riflettere su come in questo momento viene gestita la Provincia di Cosenza – ha dichiarato in una nota Di Natale -. La battaglia di legalità avviata non ha un termine né un avversario ma rappresenta un principio a cui non sono disposto a rinunciare».

Il consigliere provinciale paolano, un anno fa, aveva conquistato i titoli dei giornali nazionali per essere diventato suo malgrado protagonista di una singolare battaglia per il ripristino della legalità all’interno dell’ente. Mario Occhiuto, presidente della Provincia decaduto, non accettava di dover cedere lo scranno al giovane collega, a cui spettava di traghettare l’ente a nuove elezioni in quanto consigliere anziano, e cioè più votato. Anche quella volta Di Natale si rivolse al Tar e anche in quell’occasione dimostrò di aver ragione, consentendogli l’insediamento il 21 settembre del 2016.