Elezioni Bcc di Verbicaro, dinamiche e controversie: ecco chi si sfiderà alle urne

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Elezioni Bcc di Verbicaro, dinamiche e controversie: ecco chi si sfiderà alle urne

I candidati (clicca qui per leggere l’elenco completo) tra consiglio d’amministrazione e collegio sindacale sono 19 in tutto e la quasi totalità dei candidati è già stata candidata almeno una volta.
Tra gli aspiranti consiglieri, spicca Francesco Cristiani, che si candida pur rivestendo già il ruolo di avvocato sia per la banca, sia per i consiglieri. Per lui i vertici non hanno riscontrato nessun tipo di conflitto di interessi, così come per il vicepresidente Mario Saporiti, salito agli onori di cronaca perché suo cognato, l’avvocato Arieta, dello studio associato Arieta-Saporiti, ha difeso in alcuni processi l’ex Capitano dei Carabinieri di Scalea Vincenzo Falce, la stazione dell’Arma che in quel momento avrebbe dovuto indagare sulle vicende della Bcc. Situazione quasi analoga per il Maresciallo Aversa, all’epoca dei fatti in servizio nella stessa caserma, che nel redigere il rapporto sugli amministratori della banca, aveva esaltato l’indubbia trasparenza del loro operato. Finito sotto inchiesta, si è avvalso anche delle arringhe di Francesco Germano, fratello del presidente del collegio sindacale della BCC di Verbicaro, Marino Germano Vittorio, candidato, e nipote di Nicolina Germano, anche lei nuovamente candidata dopo la maturata esperienza da sindaca del cda. La donna risulta indagata dalla Procura di Paola, insieme a Francesco Silvestri e Giuseppe Zito (questi ultimi sono gli unici due candidati a presidente nella tornata elettorale di domani), nell’ambito di una inchiesta condotta dalla dottoressa Maria Camodeca in merito a presunti reati di omessa comunicazione del conflitto di interessi nell’ambito degli interessi degli amministratori e mendacio e falso interno che sarebbero stati commessi entro le mura dell’istituto bancario verbicarese. L’inchiesta coinvolge anche un ex consigliere del cda, che però ha rassegnato le dimissioni da tempo.

Giovanni Pagano, invece, è persona molto vicina agli uomini ai vertici dell’istituto ed è apparso sulle pagine dei giornali per la notizia secondo cui avrebbe concesso ai propri famigliari prestiti a tassi estremamente agevolati.

I dirigenti della Bcc hanno però rilevato un conflitto di interessi nella posizione del socio Battista Pignataro, escluso dalla competizione perché la sua attività lavorativa lo costringe ad avere rapporti con altre banche. Altro escluso eccellente è l’ex consigliere provinciale Arturo Riccetti, che tre anni fa fu eletto presidente della Bcc, ma lascià l’incarico il mese successivo perché il consiglio d’amministrazione lo dichiarò incompatibile per via del suo ruolo istituzionale. La diatriba è finita poi in tribunale per presunte irregolarità circa l’iter adottato da alcuni componenti del cda per decretarne la decadenza, dando vita a un iter giudiziario che finora è servito a poco o a nulla per fare chiarezza sulla vicenda. Durante quella campagna elettorale, l’antagonista fu l’allora presidente in carica, Giuseppe Zito, che fu sostenuto dall’attuale presidente Francesco Silvestri, mentre oggi i due si trovano a competere in una sfida che li vede contrapposti. Anche se qualcuno nelle ultime ore ha avanzato l’ipotesi che la candidatura potrebbe essere stata totalmente studiata a tavolino per salvaguardare il posto alla guida dell’ente. Silvestri è omonimo e cugino del sindaco di Verbicaro, il quale ha sempre apertamente sostenuto il parente, anche a fronte di imbarazzanti terremoti mediatici.
Riccetti, comunque, non ha nessuna intenzione di farsi da parte e sta raccogliendo consensi per il “delfino” Salvatore Tuoto, per cui fa il tifo anche l’altro “incompatibile” Battista Pignataro. Un buon risultato di Tuoto, giacché la Bcc rappresenta un pozzo di prestigio e potere, potrebbe risultare come una sorta di avviso di sfratto da Palazzo Cavalcanti per il Sindaco Silvestri da parte di Riccetti. Voci sempre più insistenti, anche se non ancora confermate, danno per certa la candidatura dell’uomo alle prossime elezioni amministrative, previste tra due anni.
Riccetti per il momento tace, ma a parlare per lui sarebbero le continue attestazioni d’affetto di giovani e associazioni, stanchi, a loro dire, dell’immobilismo dell’attuale amministrazione comunale.
Trai candidati di domani, c’è poi il veterano Francesco De Minco, già consigliere per cooptazione, ovvero per chiamata diretta, così come Giuseppe Lucchese e Pasquale Silvestri.
Di Giuseppe Antonio Torrano, invece, si sa soltanto che per le elezioni del 2014 fu dichiarato ineleggibile e che mai ha fatto ricorso.
I potenziali elettori sono circa un migliaio, anche se l’affluenza massima ha registrato la presenza alle urne di quasi 850 unità. Hanno diritto al voto tutti i socie della Banca di Credito Cooperativo di Verbicaro. Le urne si chiuderanno alle 22 di domani sera.
L’istituto bancario è da tempo al centro di numerosi polveroni giudiziari e mediatici. L’ultimo, in ordine di tempo, riguarda una lettera vergognosa di insulti e offese nei confronti di alcune persone, tra cui la giornalista che riferì per prima delle indagini sulla banca. La paternità della lettera veniva attribuita ai soci della banca, da cui i diretti interessati non hanno mai preso pubblicamente le distanze, tanto meno hanno smentito di essere gli autori (clicca qui per leggere l’articolo).