Cartelloni pubblicitari irregolari, Giuseppe Aieta chiese controlli già nel 2012: lo prova un documento

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Cartelloni pubblicitari irregolari, Giuseppe Aieta chiese controlli già nel 2012: lo prova un documento

(Fonte foto: dal web)
Il consigliere regionale Giuseppe Aieta, che nel 2012 rivestiva il ruolo di sindaco nella città di Cetraro, non si sarà di certo stupito quando il 18 marzo scorso gli uomini dell’Arma della stazione di Cetraro hanno eseguito un sequestro preventivo d’urgenza di 17 maxi cartelloni pubblicitari tra Guardia Piemontese e Acquappesa su cui la Procura sta indagando per presunti illeciti. Non si sarà sorpreso nemmeno ieri, che i militari di Paola, seguendo lo stesso filone di indagine, hanno fatto irruzione in 9 comuni del Cosentino, tra cui Cetraro, per acquisire la documentazione in merito agli appalti e agli affidamenti del servizio pubblicitario (clicca qui per leggere Appalti pubblici e affidamenti pubblicitari, blitz dei carabinieri nei comuni del cosentino).
Prova ne è un documento in nostro possesso che accerta come cinque anni fa il giovane sindaco invitava il Comandante della locale Polizia Municipale a una verifica di conformità e regolarità delle strutture pubblicitarie presenti sul territorio cittadino. Ecco il testo integrale della missiva:
“Da una recente ispezione risulta che sul nostro territorio si trovano dislocate strutture metalliche, destinate a fini pubblicitari, infisse nel terreno o affisse ai muri di proprietà comunale. 
Alcune di queste, allo stato incomplete, oltre ad essere motivo di evidente degrado ambientale, potrebbero essere state collocate senza le necessarie autorizzazioni e i vincolanti pareri ambientali
Per tali motivi si invita la S.V. ad effettuare con urgenza una verifica sulla regolarità delle stesse e procedere, in caso di difformità al regolamento comunale circa l’autorizzazione alla collocazione, a porle sotto sequestro e a incamerarle al patrimonio comunale.
Cetraro, 10.04.2012”
Non è la prima volta che Giuseppe Aieta dimostra di essere un uomo delle istituzioni nel senso nobile del termine. Di recente, con la chiusura delle indagini dell’operazione Frontiera, il consigliere Aieta era finito sui giornali perché gli atti dell’inchiesta, una ventina di faldoni, avevano rivelato che con la sua condotta politica immacolata non solo non aveva favorito mai, in alcun modo, la storica ‘ndrina locale, ma ha rappresentato un vero e proprio ostacolo per i loschi affari degli uomini di Muto (clicca qui per leggere Dalla Calabria il caso del politico Giuseppe Aieta, l’uomo che la mafia l’ha combattuta per davvero).