Diamante | Il Comune rifiuta il servizio ambulanza della Misericordia, la procedura attivata da Magorno

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Diamante | Il Comune rifiuta il servizio ambulanza della Misericordia, la procedura attivata da Magorno

(Fonte foto: dal web)
Riceviamo e pubblichiamo
Continua l’azione legale contro il servizio della Misericordia
L’azione legale intrapresa dal comune di Diamante contro la Congregazione di Misericordia, per estromettere il servizio ambulanza dai locali attualmente utilizzati, continua con insistenza facendo lievitare notevolmente i costi di una azione legale che dura ormai da anni e che sempre più assume i connotati di una ripicca nei confronti del presidente dell’associazione di soccorso avvocato Domenico Oliva.
La procedura legale attivata dall’on. Ernesto Magorno, allora sindaco di Diamante, e intentata dal comune contro l’associazione, porterà a privare il territorio comunale di un servizio del quale la popolazione diamantese si è avvalsa per 12 anni.
La vicenda ha dell’incredibile visto che si tratta di un servizio di pubblica utilità e rivolto non solo a disabili ed anziani ma a tutta la popolazione che, da oltre un decennio, vede garantita la propria salute e incolumità da un servizio di estrema importanza la cui grande professionalità è stata riconosciuta negli ambienti sanitari in più occasioni e a tutti i livelli; tali fatti sembrano ancora più assurdi se si pensa che attraversiamo un momento in cui i tagli alla spesa pubblica portano, prima di tutto, la sanità e la sua efficienza a risentirne negativamente e che il servizio garantito dalla Misericordia non è mai costato un euro al comune visto che le ambulanze pagano, addirittura, l’abbonamento annuale per il parcheggio.
Dietro tale triste vicenda si nascondono probabilmente personalismi legati a quegli equilibri pre e post elettorali che, spesso, caratterizzano la vita di comunità piccole come quella di Diamante inquinandone ogni virtuosa iniziativa e portandola a sparire autolesivamente; tale circostanza lascia l’amaro in bocca se si pensa che altri comuni delle stesse dimensioni o anche più piccole fanno sforzi notevoli pur di avallare simili servizi che sono primari all’interno di piccole realtà di paese, prova ne sia l’esempio emiliano o toscano dove anche la contrada più piccola ha la sua associazione che svolge servizio ambulanza a tutela della popolazione e che trova nell’amministrazione comunale un punto di riferimento come è normale che sia e non, come qui avviene, un nemico.
«Tale vicenda è vergognosa sotto molteplici aspetti – si legge in una nota della Misericordia – innanzi tutto perché un comune, tra l’altro anche a vocazione turistica, dovrebbe incentivare simili servizi anziché ostacolarli; lascia ancora più interdetti il fatto che tale decisione, partita da un parlamentare rappresentante del popolo che dovrebbe fare l’interesse del popolo, venga portata avanti da una amministrazione comunale della quale fanno parte, oltre alla moglie, cinque medici che, per loro natura, dovrebbero comprendere l’importanza di tale servizio nel proprio territorio anziché ignorarne l’utilità; ma forse è chiedere troppo – continua la nota – poiché personalismi ed interessi diretti e indiretti hanno la meglio su considerazioni di carattere generale che farebbero solo il bene del paese e della popolazione; il sindaco, che si è trovato in più occasioni ad assistere all’operato del nostro personale nel corso di soccorsi di estrema gravità, in tali occasioni si è sbilanciato elogiandone l’operato e l’estrema importanza di un simile servizio nell’ambito del proprio paese ma tra il dire e il fare c’è di mezzo altro e quindi è meglio perdere il servizio ambulanza piuttosto che agevolarne la permanenza ed è più utile pensare, invece, a spendere migliaia di euro per palchi e manifestazioni alle quali non partecipa nessuno e non portano alcuna utilità primaria al paese. Magari i locali verranno assegnati a qualche associazione culturale o verranno concessi all’ASP per ingrandire un poliambulatorio sulla cui validità andrebbe scritto un saggio».
Pare, pertanto, che non basti una laurea per tenersi al di fuori di meccanismi mentali che, alla fine, sono alla base di quella nostra povertà sociale fatta di carenza di servizi essenziali della cui mancanza ci lamentiamo ma che, quotidianamente, siamo disposti a vivere negativamente sulla nostra pelle e, quando si parla di servizi che riguardano la salute, il tutto assume una importanza prioritaria; peccato che non interessi a nessuno se non quando se ne ha bisogno.