Scalea | Renato Bruno (M5S) denuncia: 'Bagni prefabbricati opera incompiuta e pericolosa'

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Scalea | Renato Bruno (M5S) denuncia: 'Bagni prefabbricati opera incompiuta e pericolosa'

L’opera che vedete nella foto risulta ufficialmente quella di un “gruppo di bagni tipo prefabbricati“. Così è scritto sul progetto. Ma al momento non solo risulta incompiuta (data di fine lavori era stata fissata il 15 aprile 2017, oltre un mese fa), ma rappresenterebbe anche un serio pericolo per l’incolumità dei passanti, soprattutto perché sorge a pochi passi dalle scuole, tra cui quella materna.
Lo denuncia il consigliere di minoranza del Comune di Scalea, il pentastellato Renato Bruno che ha chiesto conto al sindaco della vicenda, auspicando le dovute sanzioni e i dovuti provvedimenti.
Il punto in cui sorge il “gruppo di bagni” è l’area mercato dove «la recente ordinanza del Sindaco (11/2017) dispone l’area Mercatale di via Plinio il Vecchio come unica area destinata all’esercizio delle attività di commercio e di somministrazione di alimenti e bevande, tra le altre cose con effetto immediato».
Ma Bruno, decisamente attivo sul fronte delle segnalazioni, fa presente ancora una controversia. Dalla sua pagina si legge: «Sappiamo che di recente sono stati sequestrati e poi sequestrati dei chioschi e come dichiarato nell’ordinanza di dissequestro il Comune avrebbe illegittimamente non risposto alle richieste dei richiedenti e per questo avevo preparato un’interrogazione al Sindaco». La risposta di Gennearo Licursi è contenuta nel documento con n° di protocollo prot. 10039/2017: «A fronte della ben nota posizione di questa amministrazione, conosciuta dagli interessati e già fatta propria dalla Commissione Straordinaria in data 24/11/2015 atto 114, di non prorogare e/o rinnovare le predette occupazioni».
La la risposta, secondo Bruno, è del tutto evasiva e contraddittoria. Nonostante l’atto 114/2015, la Commissione ha rinnovato ugualmente le autorizzazioni, seppur per la durata di un periodo limitato (ordinanza 4/2016). Contemporaneamente, con l’ordinanza 37/2016 si dispone proprio quell’area quale zona adibita alla somministrazione di alimenti e bevande. «Pertanto – sottolinea il consigliere -, i richiedenti legittimamente hanno fatto richiesta e avrebbero diritto ad una risposta. Ed è esattamente quello che abbiamo chiesto anche noi».