Sanità | Orlandino Greco (IdM): 'Il grande bluff, il nuovo documento è contro l'invalidità civile'

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Sanità | Orlandino Greco (IdM): 'Il grande bluff, il nuovo documento è contro l'invalidità civile'

(Nella foto, Orlandino Greco. Fonte foto: dal web)
Riceviamo e pubblichiamo
Il Protocollo d’intesa sperimentale N. 86 del 24 maggio scorso tra l’INPS e la Regione Calabria per gli affidamenti delle funzioni relative all’accertamento dei requisiti sanitari in materia di invalidità civile è l’ennesimo atto arrogante e di disprezzo verso il popolo calabrese.
L’ingegnere Massimo Scura, come se stesse giocando alle famose tre carte, continua a firmare documenti e questa volta i malcapitati sono gli invalidi civili, quelle persone più bisognose di assistenza perché colpite da malattie, spesso incurabili, e che quindi non sono autosufficienti. Queste sono le categorie sociali che hanno bisogno di ottenere l’invalidità e l’assegno di accompagnamento per poter usufruire di quell’aiuto economico che consente loro di accedere alle forme di collaborazione necessarie all’assolvimento dei bisogni primari ed essenziali. Chi vive in prima persona o nel proprio contesto familiare questa problematica ne ha consapevolezza e ben comprende come un’attività propedeutica come quella messa sul “tavolo” dal commissario Scura è quanto mai drammaticamente insensata. Il solo pensare di supporre di concentrare le visite nelle sedi INPS provinciali, sottraendone la competenza alle sedi ASP, è da irresponsabili, non tenendo conto delle già gravi criticità che il sistema Sanità calabrese si trascina da Illo tempo e che grazie al contributo fattivo del binomio Scura – Urbani ha aggravato in maniera quasi irreversibile. E in quel gioco, tra i due non si capisce più bene chi sia il “conduttore” e chi il complice, entrambi interessati a portare a casa il gruzzolo o meglio la “poltrona”.
Ma dall’altra parte non ci sono più ignari spettatori, il bluff è evidente a tutti, quella che doveva essere un’azione mirata al riordino della rete ospedaliera calabrese con un piano di rientro atto a ridistribuire i livelli d’assistenza si è trasformato in una nuova emergenza, che non riesce neanche più a garantire quelli essenziali.
Una sanità che uccide non soltanto fisicamente ma anche la speranza e il diritto alla salute e di farsi curare nella propria terra. Il rischio concreto è che si verifichi un incremento progressivo della emigrazione sanitaria che con Scura ha già superato i 300 milioni di euro annui. Occorre una forte pretesa istituzionale regionale che riporti nella sede legislativa che le è propria la programmazione, certamente partecipata, della salute dei calabresi e nelle ASP e nelle aziende ospedaliere quel clima di fiducia che la gestione della sanità merita.