Elezioni Paola (Cs), Perrotta stacca Ferrari ma vanno al ballottaggio, male Pino Falbo, M5S non pervenuto

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Elezioni Paola (Cs), Perrotta stacca Ferrari ma vanno al ballottaggio, male Pino Falbo, M5S non pervenuto

(Nella foto, uno sguardo di intesa tra Graziano di Natale, di spalle, e il candidato sindaco Roberto Perrotta)
Nonostante nel pomeriggio di ieri circolassero fantasondaggi di questa o quell’altra lista che avrebbero consegnato la vittoria al primo turno, la coalizione più votata, quella di Roberto Perrotta, si è fermata al 40,13%. Tredici punti percentuale più sotto, e assai preferenze meno della scorsa volta, si è attestata quella del sindaco uscente Basilio Ferrari, che ha strappato un 27,40% poco lusinghiero. Le due fazioni, comunque, si sfideranno al ballottaggio per decidere il nome del sindaco di Paola.
Deludente la prestazione di Pino Falbo, 17,36%, che alla vigilia sembrava essere il diretto avversario di Perrotta anche grazie al sostegno di Carmine Quercia, neo componente nazionale del Pd e uomo molto vicino a Enza Bruno Bossio e il marito Nicola Adamo. In sostanza, l’appoggio pubblico di Quercia a Falbo è servito soltanto ad allargare la frattura interna al Pd, visto e considerato che nella coalizione di Perrotta figuravano anche il Partito Democratico, capeggiati da Graziano Di Natale, e i Giovani Democratici, letteralmente snobbati dai compagni di partito.
E a proposito, il solito Di Natale nonostante i malumori ha portato a casa da solo metà dei voti della lista Pd con 662 preferenze, risultando per la quarta volta, e cioè ad ogni candidatura, il primo eletto della tornata. Questa volta ha addirittura stabilito il record battendo il suo stesso risultato ottenuto 5 anni fa. Bene anche la rappresentante dei Giovani Democratici di Paola, Chiara Donato, che ha fatto confluire al partito 242 voti. Degni di nota anche la performance di Barbara Sciammarella e Rosa Abramo, a cui gli elettori hanno dato rispettivamente 253 e 196 preferenze. 
L’altro candidato a sindaco Vincenzo Limardi ha invece ottenuto l’11,27% mentre il MoVimento 5 Stelle, tenendo fede al trand generale nel resto d’Italia ha perso con un esiguo 3,84%, nonostante la buona campagna elettorale di Carmelo Meo.

 Ad ogni modo, in vista del ballottaggio Tra Perrotta e Ferrari, si paventano diversi scenari di non facile lettura.