Orrore pedofilia nel Reggino, la vicenda analizzata dal criminologo Sergio Caruso

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Orrore pedofilia nel Reggino, la vicenda analizzata dal criminologo Sergio Caruso

(Fonte foto: dal web)
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Ha adescato una bambina di 10 anni davanti la sua scuola, l’ha portata a casa e seviziata, poi l’ha riportata a scuola. E’ questa la ricostruzione degli inquirenti che ieri hanno tratto in arresto il 63enne V.Z. (clicca qui per leggere la notizia).
Spiegare un fenomeno abominevole come quello della pedofilia non è mai facile e per questo noi abbiamo chiesto il parere del dottor Sergio Caruso, criminologo di fama originario della provincia di Cosenza.
Questa la sua nota:
“L’orrore non ha mia fine, specialmente quanto acacade nel nostro quartiere, nella nostra città, nella nostra regione.
Non solo Caivano, non solo il Belgio, anche la Calabria incrementa questa tragica statistica con un nuovo atroce episodio che, se confermato dagli inquirenti, va a delineare l’ennesimo inferno chiamato pedofilia.
In questo ambito l’immaginario collettivo si indigna, per esperienza posso confermare che è la violenza più spaventosa poiché va a violare il bene della nostra società: i bambini.
La definizione scientifica della pedofilia (Pedos Filos: amore per il fanciullo) differisce dal mediatico. Innanzi tutto non siamo di fronte a soggetti patologici, dissociativi, infatti tale dinamica si racchiude in una “parafilia“, ovvero un desiderio sessuale prevalente e caratterizzante che va oltre l’amore e verso l oggetto, in cui l’oggetto di tale desiderio diventa esclusivamente il minore.
Nel caso specifico di ieri, se le accuse venissero confermate ci troveremmo di fronte un profilo di un pedofilo seduttivo che con modalità predatoriali, che ha attuato un adescamento diretto per il soddisfacimento del proprio piacere sessuale .
Tale categoria è alquanto pericolosa poiché, come conferma la letteratura scientifica, oltre ad essere ad alto rischio di recidiva, probabilmente avrà già messo in atto tale condotte per la sperimentazione delle sue tecniche di adescamento, ancora più dirette e violente. Da quello che emerge dal profilo dell’individuo in questione, non sembrerebbe avere un ruolo determinante o che gli possa creare facilitazione nell’avvicinare bambini .
I danni che può provocare la violenza sessuale sulla fragile personalità del minore, sono innumerevoli. Ricordo e sottolineo che anche un’attenzione molesta (atteggiamento, carezze, giochi erotici, etc.), anche senza penetrazione completa, costituiscono violenza sessuale, creando dei veri e propri traumi e disturbi della personalità che caratterizzeranno lo sviluppo evolutivo, per non parlare della “Sindrome dell’Abusato-Abusatore”,  in cui molte vittime sono diventate carnefici.
Per la prevenzione, invito genitori ed educatori a formarsi, a parlare con i figli anche di cose banali, affinché si possa creare un clima di sana fiducia e stare attenti soprattutto alla rete in cui il fenomeno del “GROMMING” (adescamento) diventa l’ambiente prediletto dai “CYBER PEDOFILI”, capaci di parlare, manipolare, convincere ed conquisire la fiducia della vittima.
E’ necessario notare anche l’atteggiamento, l’umore, il cambiamento di abitudini e la natura di ogni disagio. In qiesto senso, psicologi e pedagogisti sono un ottimo supporto.
L’unico modo che esiste per arginare la pedofilia è la prevenzione, la cura, la sensibilizzazione e la sicurezza sociale. Pena di morte e castrazioni chimiche non risolvono il problema e ci accomuna a chi non vorremo mai essere accostati”.