Alto Tirreno | 'Eppur si muove': mai lo Stato così presente come adesso, indagini a tutto spiano sulla costa

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Alto Tirreno | 'Eppur si muove': mai lo Stato così presente come adesso, indagini a tutto spiano sulla costa

(Fonte foto: parentesi aperta)
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Prendendo in prestito una frase che Giuseppe Baretti ha attribuito all’astronomo Galileo Galilei, possiamo finalmente affermare: eppur qualcosa si muove. Dopo anni di inchieste insabbiate, di ostentate protezioni e infinite denunce mai prese neppure in considerazione, pare proprio che sull’alto Tirreno cosentino il vento stia cambiando. Seppur lentamente.
Contrariamente a quanto si possa pensare, non è stata la cattura del boss cetrarese Franco Muto, avvenuta quasi un anno fa, a dare il via a nuova era. Quella, anzi, fu un’inchiesta piuttosto frettolosa, una sorta di specchietto per le allodole che accecò tutti con l’arresto del temutissimo capobastone ma coinvolse anche pesci troppo piccoli per lasciarne fuori decisamente di più grandi.
Ma l’arrivo del Procuratore Nicola Gratteri a Catanzaro ha necessitato di un lavoro immane per rimettere a posto le cose. Alcuni giorni fa lo stesso Gratteri ha rivelato in un’intervista che ancora troppe volte gli uomini della Procura di Catanzaro devono ottemperare a funzioni non previste sottraendo loro malgrado del tempo a inchieste e indagini. Il Governo trova in 8 minuti 17 miliardi per salvare le banche, ma non non riesce a trovare nemmeno la decima parte per mandare rinforzi nelle Procure.
Unitamente all’arrivo di Gratteri alla Dda di Catanzaro, si è registrato quello di Pierpaolo Bruni, il più giovane procuratore d’Italia, presso la Procura della Repubblica di Paola. Una coppia di ferro, che solo a sentirla nominare i delinquenti sudano freddo. Sudano freddo pure certi, tanti amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione che per anni, a detta loro, hanno goduto di chissà quale immunità. Per la pubblica amministrazione, Gratteri ha aperto proprio un tavolo di inchiesta a parte e a quanto pare ci sarebbero sopra una miriade di documenti concernenti appalti, lavori pubblici, affidamenti, erogazioni e assunzioni che forse i diretti interessati non ricordano nemmeno più.
Ma i tanti che avrebbero subito abusi, soprusi e ricatti ricordano ancora tutto come se fosse ieri, e sono infatti loro a inviarci in queste settimane le stesse carte che hanno inviato alle Procure, giusto per farci rendere conto di ciò che accadrà nei prossimi mesi.
Non mancherebbe davvero nessuno: preti, sindaci, associazioni, amministratori, istituti di credito, politici, medici, imprenditori, massoni (che molto spesso sono la stessa cosa) e per lo più insospettabili, sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti ci sono finiti davvero in tanti. I reati, manco a dirlo, sarebbero principalmente di tipo finanziario, ma corruzione e ‘ndrangheta sarebbero una costante in quasi tutti i settori.
A qualcuno il messaggio è già arrivato con il piccione viaggiatore, ma nel tentativo di riparare ai danni del passato ne starebbe goffamente commettendo altri.
Al momento non siamo in grado di dirvi se e quali indagini andranno in porto, ma sappiamo con assoluta certezza che, forse per la prima volta, in mezzo a noi ci sono centinaia di uomini dello Stato che si confondono tra la gente comune, mandati fino a qui perché qualcuno vuole vederci chiaro. E lo sta facendo da dentro.
Solo un’ultima indiscrezione: alcuni di questi attenzionati pare che non faranno in tempo a mangiare il panettone.