‘Ndrangheta | Nelle carte di 'Mandamento Jonico' le minacce al cronista: “Devo cacciargli gli occhi”

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‘Ndrangheta | Nelle carte di 'Mandamento Jonico' le minacce al cronista: “Devo cacciargli gli occhi”

(Fonte foto: dal web)
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«Sull’anima di mio zio, che muoia e deve morire mia sorella Natalia, che lo devo prendere e gli devo cacciare gli occhi con il cacciavite». Sono queste le parole che Domenico Zucco, ritenuto vicino alla cosca Cataldo, aveva rivolto al giornalista Ilario Filippone, oggi nella squadra de Il Massaggero, ma che nel 2014 aveva denunciato l’occupazione illecita del campo di calcio di contrada Licino su due quotidiani regionale, prima Calabria Ora e poi sul Cronache del Garantista. Ne dà notizia il giornalista Lucio Musolino sul giornale on line ilfattoquotidiano.it.
Filippone nei suoi articoli scriveva che il campo di calcio era stato utilizzato per il pascolo dei cavalli di proprietà degli Zucco e che i suoi uomini fidati andavano in giro a manifestare la loro minacciosa presenza sul territorio «soffocando la collettività locale, incapace di reagire per il timore di subire le ritorsioni della cosca».
Inoltre, Il Fatto Quotidiano riporta un altro stralcio di intercettazione tra due affiliati, quando Domenico Zucco racconta di essersi recato presso un legale per sporgere querela in merito agli articoli: «Ha detto ‘gli devo fare causa’», dice il proprietario dei cavalli. «Tu sei più somaro dell’avvocatessa Bartolo e di chi ti ha mandato – gli risponde l’amico al telefono – pare che loro hanno messo il nome tuo? Loro hanno messo generico, se tu vai a fare causa, vai e gli fai la denuncia, t’accolli le colpe, e poi quale reato è? Che un cavallo si mangia un poco di erba!’ Non è che ha fatto reato»
Questo e tanto altro negli atti dell’inchiesta “Mandamento Ionico” che ieri alle prima luci dell’alba ha sgominato numerosi clan grazie all’arresto di 116 tra presunti boss e affiliati.