Tgr Calabria | Nomine Rai, l'attacco della Nesci e il duro sfogo di Giacoia: 'Lascio facebook'

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Tgr Calabria | Nomine Rai, l'attacco della Nesci e il duro sfogo di Giacoia: 'Lascio facebook'

(Nella foto, Riccardo Giacoia. Ph: Maria Pia Tucci)
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Se c’è un cronista valido in Calabria, tra tanti, è proprio Riccardo Giacoia, giornalista professionista al servizio della Rai Calabria e autore di molti servizi per gli approfondimenti e le inchieste del Tg1. L’ultimo ‘colpaccio’ lo ha messo a segno solo qualche settimana addietro, quando in perfetta solitudine è riuscito ad intervistare l’uomo del baciamano al boss di San Luca durante il suo arresto, arrivato dopo 23 anni di latitanza.
Il suo nome era nella rosa dei papabili caporedattori della Tgr calabrese, dopo che nell’ottobre scorso lo aveva lasciato libero Alfonso Samengo per andare a ricoprire il ruolo di vicedirettore di Rai Parlamento. E si diceva che la pole position fosse proprio di Giacoia, calabrese, lunga gavetta alle spalle e profondo conoscitore del territorio dove ha consumato scarpe e suole. Giacoia, insomma, era stato designato per continuare il percorso di rilancio e valorizzazione della testata cominciata da Samengo. C’era stato anche un incontro con i vertici.
D’improvviso, invece, Lino Morgante e Mario Orfeo decidono che il nuovo caporedattore sarà Luca Ponzi, torinese, fino a qualche giorno fa vicecaporedattore della Tgr del Piemonte. Forse nessun collegamento della Calabria, chissà se c’ha messo mai piede. E se così fosse sarebbe molto grave, perché la Calabria se non la conosci non la puoi raccontare e sei costretto a stare in balia di stereotipi e pregiudizi che ti impediscono di avvicinarti alla verità.
Ieri, intorno all’una del pomeriggio, poco dopo la nomina, Giacoia si è lasciato andare a un lungo sfogo, duro, forte, quasi fino alla denuncia di certe logiche. Le solite. Noi riportiamo, per questioni di rispetto della privacy, riportiamo solo il finale: «Detto questo, lascio facebook. Grazie a tutti per l’affetto. Grazie anche a chi mi ha rivolto critiche, magari a buon ragione. Un abbraccio vero».
Che si tratti di una punizione per l’intera regione lo ha invece detto la deputata calabrese dei 5 Stelle e componente della commissione Vigilanza del servizio pubblico radiotelevisivo Dalila Nesci, che ha inoltrato un comunicato stampa con cui sferra un vero e proprio attacco al governatore Mario Oliverio.
«La Rai ha punito la Calabria, che, dopo le imposizioni del governo sulla nostra sanità, incassa l’ennesima mortificazione». Lo afferma, in una nota, la deputata M5s Dalila Nesci a proposito della nomina di Luca Ponzi a caporedattore della sede Rai della Calabria.
«L’azienda – spiega la parlamentare – ha impiegato un anno per coprire quel posto vacante, ignorando a lungo i nostri richiami sulla rapida definizione della pratica. Alla fine la Rai, che aveva commissariato la sede calabrese e riaperto la procedura di selezione del caporedattore, ha scelto un giornalista proveniente da fuori, il che avevamo scongiurato in tutti i modi».
«Sin dal 2013 – continua la deputata – il Movimento 5stelle si è speso in parlamento per recuperare la funzione originaria delle sedi regionali Rai, di racconto profondo dei singoli territori. Perciò nello specifico avevamo insistito sulla nomina di un professionista locale, scelta che l’azienda ha invece compiuto per altre regioni».
«Non ho nulla – conclude Nesci – contro Ponzi, che pure annunciò azioni legali per la posizione politica che espressi due anni fa, sull’opportunità di un giornalista locale alla guida della sede Rai calabrese. Auguri di buon lavoro al nuovo caporedattore e una dura critica al Pd calabrese, che avrebbe dovuto sostenere quel nostro progetto, trasparente, sulla funzione della Tgr di racconto profondo del territorio. Ormai è chiaro, il Pd della Calabria subisce il governo nazionale, al netto delle commedie del governatore Oliverio».