Post diffamatorio del sindaco di Verbicaro nei nostri confronti, la nota smentita punto per punto

0
Post diffamatorio del sindaco di Verbicaro nei nostri confronti, la nota smentita punto per punto

(Fonte foto: dal web)
Dopo il nostro articolo Verbicaro (Cs) | Tanica di benzina davanti alla porta dell’ex consigliere scomodo e ribelle sul profilo del sindaco Francesco Silvestri è apparsa una lunga nota di disappunto, che noi dimostreremo con i fatti contenere una marea menzogne atte a distorcere e infangare la verità. E che non si affretti a cancellare tanto abbiamo già acquisito gli screenshot. (NOTA BENE: alcune date presentano alterazioni della data reale dell’accaduto perché facciamo fede a quella dell’avvenuta pubblicazione). 
“QUANTE FALSITÀ!!! VERBICARO IN QUESTI ANNI NON È MAI STATO UN PAESE VIOLENTO, NON È MAI STATO UN PAESE CHE USA L’INTIMIDAZIONE COME ARMA DI RICATTO. ” (cit. Francesco Silvestri)
Ma i fatti dicono altro. Riportiamo di seguito gli episodi di violenza accaduti a Verbicaro, paese dell’entroterra di 3.009 abitanti, negli ultimi mesi:

  • autunno 2016: 5 colpi da arma da fuoco feriscono a un orecchio il cane di un attivista ambientalista autore di numerose denunce;
  • dicembre 2016: fonti accreditatissime ci riferiscono di un gatto morto lasciato appeso al cancello del sindaco;
  • fine gennaio 2017: a Verbicaro viene diffusa una lettera anonima in cui l’anonimo autore definisce me, Francesca Lagatta, una poco di buono e che sarebbe non solo una giornalista di basso livello ma anche al soldo dei mafiosi. Sulla lettera c’è scritto che gli autori sono i soci della Bcc di Verbicaro e i soci della banca né smentiscono né prendono mai le distanze. La lettera arriva a pochi giorni dopo il terzo pronunciamento del Tribunale di Paola in cui ribadisce che l’inchiesta di cui ho parlato quasi un anno prima, per la quale sono stata trascinata in tribunale, esiste e i faldoni sono custoditi proprio al Tribunale di Paola (clicca per leggere la notizia).
  • a febbraio 2017: il cane del sindaco Francesco Silvestri, a cui si dice affezionatissimo, sparisce nel nulla. La stampa locale parla di sequestro. Non è mai più stato ritrovato.
  • luglio 2017: l’ex consigliere di minoranza trova davanti alla porta di casa una tanica di benzina, tra il grave silenzio delle istituzioni.

“NON È MAI STATO UN PAESE ILLEGALE, VERBICARO È UN PAESE ONESTO” (cit. Francesco Silvestri)
Ma i fatti dicono:

  • A novembre un articolo pubblicato sul quotidiano Cronache delle Calabrie rivela presunte commistioni tra la banca e il clan Muto (clicca qui per legger la notizia);
  • novembre 2016: minoranza chiede al sindaco di intervenire sulla presunta collusione della banca e la malavita, ma il sindaco, cugino del presidente dell’istituto bancario, tace mestamente sulla questione;
  • dicembre 2016: un veicolo comunale viene trovato sprovvisto di assicurazione. Il Comune si oppone alla multa a inoltra il ricorso al Prefetto, ma sfortunatamente il Prefetto aumenta la multa a 1.696,00 euro (clicca qui per leggere la notizia);
  • Gennaio 2017: un uomo viene tratto in arresto per ricettazione, possedeva in casa dodici mazzi di chiavi di auto rubate;
  • Febbraio 2017: un’intera famiglia di allevatori viene arrestata per sequestro di persona, aggressione e resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di un’ispettrice che stava per effettuale dei controlli nell’azienda agricola;
  • Marzo 2017: il sindaco Francesco Silvestri, l’architetto Franco Germano, responsabile dell’ufficio tecnico settore lavori pubblici, e la ragioniera Teresa Campilongo, responsabile dei Servizi Finanziari, vengono rinviati a giudizio (clicca qui per leggere la notizia del sindaco e dei funzionari comunali).
  • aprile 2017: un uomo viene arrestato per aver dato fuoco a 30mila mq di terreno;
  • giugno 2017: il sindaco tiene un convegno con il direttore generale dell’Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, per discutere dell’eccellenza di un ambulatorio sanitario che sulle carte non risulta nemmeno censito;
  • luglio 2017: controlli rilevano che il Comune ha costruito parte del nuovo campo da calcio senza permessi e autorizzazioni. Dichiarato abusivo, viene ordinato il ripristino dei luoghi (clicca per leggere la notizia);
  • luglio 2017: una nostra inchiesta rivela lo stato di degrado e abbandono del centro storico che attualmente rappresenta un pericolo (clicca qui per leggere la notizia).

“È UN PAESE DEMOCRATICO E ALL’AVANGUARDIA, È APERTO AL DIALOGO E AL CONFRONTO” (cit. Francesco Silvestri)
Ma i fatti dicono:

  • maggio 2017: l’amministrazione comunale caccia via con motivazioni ambigue il consigliere che negli ultimi mesi ha denunciato ogni malefatta (clicca qui per leggere la notizia);
  • maggio 2017: l’amministrazione affida una scuola pubblica per consentire alla Bcc di votare per il rinnovo del consiglio comunale. Ma i giornalisti, nonostante l’area pubblica, vengono cacciati via. A me, personalmente, mi accompagnano al cancello 5 uomini della Metropol.
  • giugno 2017: dopo la pubblicazione di uno dei nostri articoli, il sindaco scrive una lunga nota sul suo profilo, che fa stampare e diffondere anche in paese. Tante teorie di complottismo e anche le offese, tra cui quelle rivolte alla mia persona, definita chiaramente una pennivendola.
  • luglio 2017: il sindaco scrive sulla sua bacheca che alcune notizie da noi riportate altro non sono che mera strategia locale della tensione. Una sorta di terrorismo mediatico. E mi definisce individuo velenoso che mostra «disonestà intellettuale, usando la disinformazione, la calunnia e il sospetto per scopi e finalità personali». Ma non dice quali.

Il sindaco, imperterrito, scrive ancora:
“Cosa non si inventano per screditare e denigrare l’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, COSA NON SI INVENTA PER GETTARE FANGO, SIA A CARATTERE PERSONALE E SIA A CARATTERE AMMINISTRATIVO”. (cit. Francesco Silvestri)
Per il sindaco, dunque, le nostre sarebbero solo falsità. Ma mai e poi mai ha provveduto a inoltrare querela nei nostri confronti per smentire le notizie nell’unico luogo preposto, che non è facebook, ma il tribunale. Dove non si presentano chiacchiere come prova, ma carte e documenti.
“L’ILLEGALITÀ NON PUÒ ESSERE CONDANNATA, CONVENIENTEMENTE , IN ALCUNE STAGIONI ED OCCULTATA IN ALTRE PER INTERESSI PERSONALI. (LEGALITÀ A COMANDO). SI STA SUPERANDO OGNI LIMITE”. (cit. Francesco Silvestri)
Immagino che dovrà prendere coraggio quanto prima e rivelare, in nome di quell’onestà intellettuale che non noi abbiamo (e quindi confidiamo nella sua), quale sarebbe la nostra convenienza nell’occultare certe illegalità, quali illegalità abbiamo occultato e soprattutto quali sono i nefasti interessi personali che ce lo imporrebbero. Deve inoltre fare i nomi di chi chi ci paga per scrivere le notizie, come ha lasciato intendere (scriveremmo perché qualche “gruppo di perdenti” si sarebbe infastidito). Deve fare nomi e cognomi, come facciamo noi quando scriviamo gli articolo su Verbicaro.
Lo dica ai suoi cittadini quanto prima, perché necessitano di risposte precise, e lo riferisca immediatamente anche ai giudici per fugare ogni dubbio. Non pensi di dire cose vaghe senza in realtà dire nulla denigrandoci e al tempo stesso passare per eroe. Per questo, e perché non abbiamo niente da nascondere, abbiamo deciso che davanti al giudice lo porteremo stesso noi. Così potrà raccontare tutto quello che sa e in ogni caso stabilire se si tratti eventualmente di mera diffamazione nei nostri confronti.
E poi vedremo se il problema di Verbicaro è Francesca Lagatta e la sua redazione.
Intanto cominci a spiegare a tutti perché un uomo delle istituzioni ha vergognosamente taciuto su un’assurda intimidazione come quella accorsa a un suo cittadino, nonché ex consigliere comunale.
Tiri fuori la sua onestà intellettuale, vista che dice di averla.

Clicca qui per seguire la pagina facebook La Lince e rimanere sempre aggiornato