La Calabria, terra di emergenze irrisolte e di discutibili priorità confuse tra pigrizia e incapacità

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La Calabria, terra di emergenze irrisolte e di discutibili priorità confuse tra pigrizia e incapacità

In Calabria non c’è mai niente a sufficienza. Non ci sono medici, carabinieri, ambulanze, vigili del fuoco. I calabresi devono arrangiarsi, sempre e comunque, e imparare a pregare e pregare bene. E’ tutto ciò che si può fare.
Lo strano concetto lo riassume bene Giuseppe Montone, un cittadino calabrese che stanotte ha dato l’allarme quando un’auto ha preso fuoco nei pressi di un’abitazione, ma i soccorsi sono arrivati oltre un’ora più tardi, quando i diretti interessati si erano già arrangiati come potevano e siccome forse loro avevano imparato a pregare, l’auto, fortunatamente, è stata l’unica cosa distrutta dalle fiamme.
Questo il suo racconto:
“Non è un film. Uno di quelli in cui gli “eroi” arrivano giusto in tempo come il più classico dei deus ex machina. O forse sì. Magari di quelli in cui il “salvatore” arriva puntualmente in ritardo. La Calabria è anche questo. Una terra di emergenze irrisolte e di discutibili priorità confuse tra la pigrizia e l’incapacità di chi guarda dall’alto senza avere il minimo contatto con la realtà: gli interessi, le tangenti, le raccomandazioni e il leccaculismo sono l’unica cosa che riesce ancora a smuoverli dal loro viscido torpore.
Prevenzione e soluzioni? Non qui, non fanno per noi. Se da anni si combattono e perdono le stesse battaglie, del resto, ci sarà pure una ragione! E allora cosa importa se brucia un auto in pieno centro cittadino a pochi centimetri dalla finestra di un’abitazione? “Non ci sono squadre disponibili”, bofonchia una voce del 115. Ok, la Calabria brucia, i piromani impazzano, l’auto ormai è spacciata… Ma dietro quella finestra non c’è un abisso: ci sono delle persone, ci sono delle vite, ci sono mobili, ci sono storie… E quindi? Chissenefrega. Arrangiatevi.
“Buttateci sopra qualche secchio d’acqua” suggerisce ancora una voce del 115. Non resisto, partono gli insulti – con in omaggio qualche bestemmia (che fa sempre bene). Bisogna scomodare gli amici, svegliare qualcuno, tracciare traiettorie ardite fin su al Nord, per avere finalmente una squadra dei vigili del fuoco. Che arriva alle 6:30 circa giusto in tempo per spegnere un incendio che ormai non c’era più. L’allarme era stato lanciato alle 4:49. Complimenti eroi di sto c***. VERGOGNATEVI!”

L’auto dopo l’incendio

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