ESCLUSIVA – «Vi racconto il dramma dell'uomo che picchiò il medico per il vaccino somministrato al figlio»

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ESCLUSIVA - «Vi racconto il dramma dell'uomo che picchiò il medico per il vaccino somministrato al figlio»

(Fonte foto: dal web) 

Se c’è una storia in cui non c’è vittima né carnefice, questa è una di quelle. Questa è una di quelle storie in cui perdono tutti. Mario, nome di pura fantasia, è un uomo che sta scontando gli arresti domiciliari nella sua casa situata nella Riviera dei Cedri dopo che nel giugno scorso ha avuto una violenta colluttazione con Raffale D’Amante, il medico belvederese operante all’Asp di Diamante, che un anno e mezzo prima aveva somministrato un vaccino a suo figlio (clicca qui per leggere la notizia).

E qui dovremmo aprire una lunga parentesi, spiegarvi che se da un lato i vaccini sono indispensabili per la salute dei bambini, dall’altro c’è un numero sempre crescente di genitori che lamenta anomalie dopo le vaccinazioni. Ma non è questo il momento e oltretutto non siamo in grado di dare delucidazioni in merito non avendo le giuste conoscenze. Noi del La Lince non siamo né medici né giudici, il nostro compito è solo quello di raccontare ed è esattamente quello che faremo. Perché se abbiamo dato ampio spazio alla notizia del medico che ha denunciato la presunta aggressione, è altrettanto giusto concedere lo stesso spazio alla difesa di un padre che oltretutto chiede aiuto. E che fino a prova contraria non ha ancora subito nessuna condanna.

Una persona vicino a Mario, che fino a qualche settimana fa aveva un lavoro ben retribuito, ci chiede di diffondere la sua accorata lettera in merito alla vicenda dell’aggressione e del dramma che stanno vivendo lui e la sua famiglia, portando alla luce una versione dei fatti che, assicura, è diversa da quella riportata finora dai media.

Ecco il teso della missiva, di cui abbiamo censurato solo le parti che avrebbero leso i principi di deontologia che regolano il giornalismo e che ci avrebbero impedito di tutelare l’identità del bambino.

“Gentile redazione,
Mario è un padre di un bambino dichiarato autistico di 2 anni e mezzo.
Suo figlio è affetto da malattia presumibilmente causata da vaccino.
Presumibilmente: ma è circostanza indubbia che il comportamento del bambino è cambiato repentinamente ed irrimediabilmente, subito dopo la somministrazione del terzo richiamo del vaccino esavalente e del vaccino contro lo pneumococco.
Pianto inconsolabile, diarrea, febbre, convulsioni e, dopo un certo periodo, la perdita del campo visivo e della parola, poi la terribile diagnosi, Emanuele che parlava sino a formare le prime rudimentali parole, come mamma, papà, nonna, aveva subito una terribile trasformazione.
Dal 3 dicembre 2015, giorno della somministrazione vaccinale, la loro vita si era trasformata in un incubo.
Immaginatevi cosa può significare vivere accanto ad un bambino che urla giorno e notte.
Non solo, ma un sospetto terribile si è palesato dal giorno della vaccinazione, ovvero, che il vaccino somministrato a suo figlio possa essere stato avariato, in ragione del colore giallastro (come aveva denunciato un altro padre pochi mesi addietro in questa lettera inviata alla nostra redazione, ndr).
Di regola il colore dei vaccini è bianco lattiginoso o trasparente, al contrario di quello dispensato a suo figlio, che si presentava di quell’anomalo colore all’interno della siringa pronta per la iniezione.
Molti genitori con figli autistici o con altri disturbi dello sviluppo, hanno notato la stessa colorazione durante la somministrazione dei vaccini ai propri bambini.
Dopo i gravi malesseri del bambino, Mario si è recato più volte presso gli ambulatori vaccinali per incontrare il medico che lo aveva vaccinato, e chiedere spiegazioni.
Una domanda gli arrovellava il cervello: «Cosa conteneva quel vaccino di colore giallo, dal momento che dopo la avvenuta somministrazione il mio bambino non era più stato lo stesso ?».
Il 14 giugno 2017 si stava recando all’ambulatorio vaccinale di Belvedere Marittimo (CS) per richiedere l’ennesima spiegazione al medico che ha effettuato quella somministrazione; nelle vicinanze dell’ambulatorio incrocia il medico, in auto, riconoscendolo, allora gira l’auto per raggiungere il dottore che si ferma nei pressi di alcune abitazioni. Ne segue una discussione, poi una colluttazione.
A seguito di questo episodio, a distanza di un mese e mezzo, il Gip del tribunale di Paola, su richiesta della Procura di Paola, ha emesso la misura cautelare personale degli arresti domiciliari, nei suoi confronti, per le ipotesi di reato di violazione di domicilio, minacce e lesioni personali volontarie.
Vive del solo stipendio, che ora è dimezzato per via della sospensione dal servizio, suaa moglie casalinga è impegnata tutto il giorno con il figlio.
Le spese mediche sono ingenti e loro sarebbero gravati anche dalla necessità di far fronte a spese legali che occorrono per approntare una robusta difesa, visti i capi di imputazione ed il clima mediatico in cui interviene il provvedimento cautelare.
Non solo in caso di condanna, ma già ora rischia il posto di lavoro, gli viene contestato che ha arrecato danno di immagine alla sua azienda, con la conseguenza di finire sul lastrico insieme ai suoi cari.
I fatti si sono svolti in modo diverso da quello rappresentato dai giornali e tv.
Alcuni suoi amici hanno attivato una campagna di raccolta fondi con PayPal e il mio conto corrente postale.
Chiunque abbia voglia di aiutarli, faccia un cenno.
Vi ringrazio di cuore”.Vaccini
Lettera firmata

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