Caro Procuratore Nicola Gratteri, se solo sapesse

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Caro Procuratore Nicola Gratteri, se solo sapesse

(Nella foto, da sinistra, Anna Maiorana, Egidio Lorito, Nicola Gratteri e Antonio Praticò)
Siamo a Praia a Mare, nella centralissima Piazza Italia, in un’afosa serata agostana che sta per portarsi via gli ultimi scampoli di vacanza per le migliaia di turisti che l’affollano. Il procuratore capo della Procura di Catanzaro, nonché capo della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo calabrese, sta per presentare il suo libro “Padrini e padroni” scritto a quattro mani con l’amico e scrittore Antonio Nicaso, che invece non c’è.
Ci sono invece numerose forze dell’ordine a perlustrare la zona e a garantire la dovuta sicurezza al magistrato che ha un record mondiale invidiabile: quello di aver sequestrato più chili di cocaina in assoluto. Un acerrimo nemico della ‘ndrangheta, che dei circa 50 miliardi l’anno d’affari, oltre 40 li ricava dalla vendita dello stupefacente.
L’organizzazione è impeccabile e non poteva essere altrimenti. Egidio Lorito, avvocato, giornalista e scrittore, ideatore e fondatore dell’immancabile appuntamento culturale estivo “Praia, a mare con..” non ha bisogno di presentazioni. Dalle riviste locale fino a Panorama, ha rappresentato negli ultimi 20 anni il punto di riferimento giornalistico del territorio, oltre che un vero e proprio vanto. L’arrivo di Nicola Gratteri a Praia a Mare, ma anche quello dei più prestigiosi nomi del giornalismo e della magistratura italiana, lo si deve a lui, che con la sua professionalità ha saputo costruire una fitta rete di amicizia più o meno importanti.
L’appuntamento era per 22.30, ma Gratteri è un anti-divo per eccellenza e quando i giornalisti arrivano mezz’ora prima per prendere posto, lo trovano già seduto sul divanetto, cordiale e disponibile a rilasciare qualche dichiarazione. Poi è il momento di cominciare.
Accanto a lui il padrone di casa Antonio Praticò, sindaco della città dell’isola Dino, un Egidio Lorito perfettamente calato nei consueti panni di “traghettatore” della manifestazione, e un’elegante Anna Maiorana, assessore alla cultura.
In piazza c’erano tanti uomini delle forze dell’ordine, tanti delle istituzioni e molti, moltissimi comuni cittadini. Gratteri parla e il pubblico applaude entusiasta, applaude pensando che le parole del procuratore siano rivolte agli altri e mai a se stessi. Il silenzio è complicità, educate i vostri figli al sociale, denunciate, praticate la democrazia e cose così. Ripetute fino alla nausea ma evidentemente non ancora acquisite dai più.
Ma Gratteri probabilmente non sa che se indagasse su metà delle persone che erano ieri sera in piazza, scoprirebbe così tanti reati da procurarsi il lavoro per i prossimi dieci anni. Come è possibile?
Com’è ben noto a tutti, probabilmente a causa della mole di lavoro e la carenza di personale a disposizione, le Procure sono molto lente. Tanto lente che alla fine quasi mai le denunce dei cittadini trovano spazio nella controversa macchina della giustizia, per cui molti non solo non vengono mai punito per i reati commessi ma continuano a commetterne altri con la convinzione di godere di una qualche sorta di immunità.
Chissà se il magistrato avrà immaginato che tra quella folla calorosa si celavano delinquenti di ogni genere, imbroglioni, truffatori, tiranni, “vendicatori” di professione, abusivi e abusatori, raccomandati, collusi, corrotti, sodali ‘ndranghesti, usurpatori, consumatori abituali di cocaina in giacca e cravatta, intimidatori, ladri, frequentatori del clan Mancuso e del “buon” Franco Muto fino al momento del suo arresto. Si riconoscevano dallo sguardo vigliacco e l’applauso scrosciante a favore di telecamere.
Noi abbiamo conservato le foto della folla, così le confronteremo con i nomi degli arrestati nella prossima operazione, pardon, in una eventuale prossima operazione, atta a stroncare gli affari illeciti degli uomini inutili finiti, Dio solo sa come, nella pubblica amministrazione.

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