Relazione Dia, 2° semestre 2016: mappa 'ndrine calabresi- provincia di Cosenza

0
Relazione Dia, 2° semestre 2016: mappa 'ndrine calabresi- provincia di Cosenza


A Cosenza e nei comuni limitrofi permane l’aggregato denominato RANGO-zingari, sorto dalla fusione tra i superstiti della scomparsa cosca BRUNI e il clan degli zingari, capeggiato da elementi della famiglia RANGO.
Il sodalizio risulta legato da un patto federativo con le altre due compagini mafiose cosentine dei LANZINO -PATITUCCI e dei PERNA-CICERO.
Nel periodo d’interesse la cosca MUTO, egemone nell’alta fascia tirrenica cosentina, con importanti propaggini dalla Basilicata alla Campania, è stata significativamente colpita dall’operazione “Frontiera” dell’Arma dei Carabinieri, conclusasi nel mese di luglio con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 58 responsabili, tra cui il capo clan.
Le indagini, scaturite a seguito di un omicidio avvenuto a Pollica (SA) nel 2010, hanno documentato l’operatività del clan nel Cilento e nel Vallo di Diano (SA), facendo luce, al contempo, su una serie di condotte estorsive e su un vasto traffico di stupefacenti diretto alle principali località balneari della costa tirrenica. Non da ultimo, nel corso dell’operazione sono stati sequestrati beni per un valore di circa 7 milioni di euro.
Nella zona di Scalea è operativo il clan VALENTE-STUMMO, propaggine della sopra menzionata cosca MUTO.
L’inchiesta denominata “Laqueo”, eseguita alla fine del mese di agosto e che ha riguardato 14 soggetti, testimonia come la pratica usuraria nel territorio d’interesse non sia appannaggio esclusivo della criminalità organizzata, ma veda protagonisti anche insospettabili professionisti.
Il comprensorio di Paola, che ricade attualmente sotto l’influenza della cosca RANGO-zingari di Cosenza, registra l’attività, sebbene fortemente ridimensionata, anche delle cosche MARTELLO-SCOFANO-DITTO e SERPA, storicamente contrapposte. Venuti meno gli equilibri di un tempo, anche a causa di importanti defezioni e collaborazioni con la giustizia, sullo scenario locale potrebbero affacciarsi nuovi “protagonisti” criminali.
Nella zona di Amantea, al confine con la provincia di Catanzaro, insistono le consorterie BESALDO e GENTILE, decimate dall’inchiesta “Nepetia”.
Sempre nell’area opera la storica famiglia AFRICANO, anch’essa raggiunta, ma con esiti giudiziari meno afflittivi, dall’inchiesta citata.
Sul versante jonico cosentino e fino a Scanzano Jonico (MT), si conferma l’operatività del gruppo ABBRUZZESE di Cassano allo Ionio, dedito prevalentemente al traffico di sostanze stupefacenti unitamente al clan ACRI-MORFO’.
Fonte: Direzione Investigativa Antimafia

Clicca qui per seguire la pagina facebook La Lince e rimanere sempre aggiornato