«Quel trafficante di Platì»: il sindaco Rosario Sergi querela l'avvocato Aldo Canturi

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«Quel trafficante di Platì»: il sindaco Rosario Sergi querela l'avvocato Aldo Canturi

(Nella foto, il sindaco di Platì Rosario Sergi. Fonte foto: Huffington Post)
 
«Nell’assemblea dei sindaci della Locride, tenutasi a Siderno in data 3 novembre 2017, nel corso della discussione il sindaco del Comune di Bianco, Aldo Canturi, durante il suo intervento utilizzava espressioni quali “un trafficante di Platì” accostando negativamente il comportamento di un soggetto all’intera cittadina di questo Comune locrideo, già troppo penalizzato per fatti di cronaca». Tanto è bastato perché il sindaco di Platì Rosario Sergi e la giunta comunale decidessero di querelare il primo cittadino di Bianco formalizzando la decisione il 9 novembre scorso nel corso di una seduta di giunta.
Il motivo è presto detto: «Tali affermazioni non fanno che ledere ulteriormente l’immagine del paese e della comunità che vi risiede, formata da gente perbene, umile e professionale».
Il sindaco di Bianco si riferiva probabilmente a un esponente locale del Pd, mentre la cittadina di Platì, neanche 4000 abitanti, è nota per essere considerata dalla magistratura la culla della ‘ndrangheta e perché Marco Minniti la paragonò a  Molenbeek, la cittadina belga in cui è fortemente radicato il terrorismo jihadista. Nel corso degli anni è rimasta nell’occhio del ciclone per alcuni articoli della stampa che accusava anche i bambini di essere dei piccoli criminali. Alcune fonti giornalistiche riportano che gli inquirenti avrebbero parlato di vette di criminalità riguardanti quasi la metà della popolazione, mentre un paio di anni fa Platì balzò agli onori di cronaca perché dopo svariati scioglimenti del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, nessuno voleva più ricandidarsi. Così subentrò l’esponente regionale del Pd Anna Rita Leonardi, aspirante candidata a sindaco, ma a poche ore dalla presentazione delle liste il progetto politico fallì e fu corsa a due tra la figlia dell’ex sindaco arrestato nell’operazione “Marine” e poi prosciolto dalle accuse, Ilaria Mittiga, e Rosario Sergi, assicuratore platiese appassionato di politica, già consigliere comunale, che alla fine si aggiudicò la tornata elettorale nonostante le polemiche per la manifestazione contro Minniiti e la vicinanza al chicchieratissimo Domenico Scilipoti. A poche ore dalla vittoria, un articolo di Repubblica, a firma di Alessia Candito, riportò: «Dagli atti di indagine risulta che Rosario Sergi ha rapporti di affinità con esponenti di vertice della cosca Barbaro, tanto con la frangia denominata “Castanu” che con quella denominata “Nigru”. Dagli atti acquisiti risulta che Sergi ha organizzato la manifestazione che si è tenuta a Platì il 29 marzo 2016, in dissenso con alcune dichiarazioni dell’onorevole Marco Minniti. Alla manifestazione erano presenti circa cento persone, tra cui numerosi esponenti di famiglie di ‘ndrangheta operanti nel territorio».
Detto questo, va precisato che chi ha avuto modo di venire a contatto con Platì e i platiesi, sa bene che sono centinaia le persone effettivamente perbene, alcune laureate, che lavorano onestamente e lottano a testa bassa ogni giorno, e in silenzio, per sgominare e annientare quell’alone di mafiosità che aleggia nel piccolo centro montano della locride. A tutti gli effetti, non solo non meritano la gogna mediatica, sono completamente estranei e avversi a certi ambienti. Lo stesso Rosario Sergi è stato promotore di diverse iniziative a favore della legalità e dal punto di vista amministrativo sta compiendo una piccola vera rivoluzione impegnandosi su ogni aspetto.
La parola adesso ai tribunali.

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