Ancora un dramma agli ospedali Riuniti di Reggio: neonato muore subito dopo il parto

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Ancora un dramma agli ospedali Riuniti di Reggio: neonato muore subito dopo il parto

Il presidio sanitario è rimasta l’unica struttura in cui poter partorire in città, dopo la sospensione del servizio al Policlinico e a Villa aurora
 
«Ennesimo dramma nelle scorse ore presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia degli Ospedali Riuniti, dove un neonato è deceduto subito dopo il parto della madre» A rivelarlo è il giornale on line Stretto Web, che racconta dettagliatamente la cronaca legata al territorio dello stretto di Messina e principalmente alla città di Reggio Calabria.
Secondo il sito, subito dopo l’episodio sarebbero immediatamente scattate le indagini con l’intervento degli agenti della Questura di Reggio Calabria.
Non è chiaro se l’ennesima tragedia sia solo il frutto di un’evitabile disgrazia o dell’errore umano, fatto sta che «questo stesso reparto è stato di recente scenario di una furiosa lite che ha richiesto l’intervento dei Carabinieri, e soprattutto viene ricordato come il “reparto degli orrori” per tutta una serie di reati perpetuati ai danni della comunità e diventati di dominio pubblico grazie all’inchiesta “Mala Sanitas” che ha portato agli arresti di molti medici, alcuni dei quali già condannati dopo il processo». Il diverbio a cui fa riferimento Stretto Web, avvenuto lo scorso 9 novembre, è stato scaturito dall’ordine improvviso e perentorio da parte dei dirigenti del reparto ostetricia e ginecologia di interrompere le visite dei famigliari, costringendo le neomamme a rimanere sole e senza supporto dei propri cari a poche ore dai parti, che a volte possono risultare traumatici, soprattutto quando l’utenza è spropositata rispetto al numero del personale sanitario.
Ma non è tutto. «La situazione del Reparto, rispetto a qualche anno fa – scrive ancora Stretto Web -. si è ulteriormente complicata per la chiusura di altri punti nascita: a Reggio non si può più partorire né al Policlinico né a Villa Aurora, ed è rimasto quindi solo l’Ospedale, ma anche in Provincia sono state chiuse altre strutture e per un bacino di oltre 500.000 persone, rimane un solo punto nascita in cui l’affluenza è elevatissima, il caos conseguente di difficile gestione e la qualità del servizio sempre più degradata».
Una realtà che, a quanto pare, è diventata ormai insostenibile ma a cui nessuno pone rimedio.

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