Neonato morto agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, la Procura apre un'inchiesta

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Neonato morto agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, la Procura apre un'inchiesta

La morte del piccolo sarebbe avvenuta a tre giorni dal parto per il sopraggiungere di una grave patologia in forma acuta
 
La Procura della Repubblica di Reggio Calabria, coordinata dal procuratore aggiunto Gaetano Paci, ha aperto un fascicolo di indagine a seguito dell’improvvisa morte di un neonato, avvenuta negli ospedali Riuniti di Reggio Calabria (clicca qui per leggere la notizia). A darne notizia, poco fa, è stata l’agenzia di stampa Ansa.
Secondo quanto si è appreso – è scritto sul sito – a tre giorni dal parto il neonato è stato colto da una grave patologia in forma acuta, senza che i medici riuscissero a strapparlo alla morte.
E sarebbero stati gli stessi genitori del neonato deceduto ad informare del fatto gli uffici di Procura che «hanno immediatamente ordinato il sequestro della documentazione sanitaria e del corpicino in attesa dell’esame autoptico che sarà disposto per chiarire le cause dell’improvviso acutizzarsi dello stato di salute del neonato che lo ha trascinato alla morte».
Già questa mattina la nostra redazione aveva anticipato la notizia delle indagini scattate subito dopo l’episodio grazie all’intervento degli agenti della Questura di Reggio Calabria.
Non è chiaro se l’ennesima tragedia sia solo il frutto di un’evitabile disgrazia o dell’errore umano, fatto sta che quello stesso reparto «viene ricordato come il “reparto degli orrori” per tutta una serie di reati perpetuati ai danni della comunità e diventati di dominio pubblico grazie all’inchiesta “Mala Sanitas” che ha portato agli arresti di molti medici, alcuni dei quali già condannati dopo il processo», si legge sulle colonne del giornale on line Stretto Web.
«A Reggio non si può più partorire né al Policlinico né a Villa Aurora – si legge ancora-, ed è rimasto quindi solo l’Ospedale, ma anche in Provincia sono state chiuse altre strutture e per un bacino di oltre 500.000 persone, rimane un solo punto nascita in cui l’affluenza è elevatissima, il caos conseguente di difficile gestione e la qualità del servizio sempre più degradata».

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