Calabria, arrestato dalla Dda rientra in consiglio regionale: il ritorno di Nazzareno Salerno

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Calabria, arrestato dalla Dda rientra in consiglio regionale: il ritorno di Nazzareno Salerno

L’incontro ripreso dai carabinieri del Ros tra Nazzareno Salerno, Vincenzo Spasari (ritenuto contiguo alla cosca Mancuso di Limbadi ed è il padre della ragazza che per il suo matrimonio atterrò con l’elicottero nella piazza centrale di Nicotera) e Ferrante
 
Mario Oliverio e compagni stavolta non c’entrano niente. Piuttosto la vicenda è da attribuirsi alla famosa quanto controversa Legge Severino, applicata a seconda dell’interpretazione, che all’art.8 comma 5 “dispone la revoca della sospensione del consigliere regionale una volta cessati gli effetti della misura cautelare”. In sostanza la sospensione dalla carica pubblica va bene durante la detenzione, ma subito dopo il consigliere arrestato deve essere reintegrato.
E così ha fatto il consiglio regionale della Calabria con il uso eletto Nazzareno Salerno, dieci dopo la fine della detenzione cautelare ai domiciliari dove si trovava dallo scorso 20 giugno a seguito dell’arresto del 2 febbraio scorso. Perché quando si tratta di affari loro sanno essere più lesti di una lepre.
Nazzareno Salerno è stato tratto in arresto dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e risulta tutt’ora indagato nel processo “Robin Hood”, ma da cinque giorni è tornato e a sedersi tra gli scranni di Palazzo Campanella. Perché è suo diritto, perché i cittadini italiani sono innocenti fino al terzo grado di giudizio e perché il diretto interessato continua a professarsi estraneo alle accuse nonostante intercettazioni telefoniche e ambientali che, da una veloce lettura, sembravano inchiodarlo alle sue responsabilità. Anche perché frequentare i Mancuso non è reato e della questione morale è dai tempi di Falcone e Borsellino che non sappiamo che farcene.
Ma tant’è. I processi si fanno in aula e Nazzareno, come molti suoi colleghi e con un buon avvocato, riuscirà certamente a ripulire la fedina penale.
Salerno si riprende, dunque, il posto che aveva ceduto a Mario Magno, dopo che il Tribunale del Riesame lo scorso 20 novembre ha ritenuto cessate le esigenze cautelari a carico dell’ex assessore regionale al Lavoro che ha lasciato così la permanenza forzata dei domiciliari.
Ma non è tutto. L’ex assessore al Lavoro di Forza Italia, reintegrato cinque giorni fa, ha annunciato la sua decisione di abbandonare il gruppo fondato da Silvio Berlusconi per aderire a quello di Area popolare.
 
L’OPERAZIONE ROBIN HOOD – Nazareno Salerno è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Catanzaro sull’ingerenza della cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia) nella gestione dei fondi della comunità europea diretti al sostegno economico di nuclei familiari in difficoltà. L’inchiesta riguarda, in particolare, la gestione dei fondi del credito sociale ed ha portato complessivamente all’arresto di nove persone.
Si tratta di esponenti politici, imprenditori e amministratori pubblici della Regione Calabria, nonché due soggetti contigui alla cosca Mancuso. Le indagini hanno documentato l’ingerenza mafiosa della potente cosca ‘ndranghetista nella gestione dei fondi della Comunità europea diretti al sostegno economico di nuclei familiari in difficoltà.
I reati contestati, a vario titolo, agli indagati sono minaccia ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato, turbativa d’asta ed abuso d’ufficio. Il sequestro preventivo di beni ammonta a un valore di circa 2 milioni di euro.
In particolare, l’attività ha accertato l’esistenza di un comitato d’affari che distraeva i finanziamenti comunitari vincolati al progetto regionale ‘Credito sociale’ indirizzandoli su conti correnti di società private, anche all’estero. Il provvedimento viene eseguito in queste ore dal Ros unitamente al Comando provinciale Carabinieri di Catanzaro e a quello della Guardia di finanza di Vibo Valentia, ed è stato emesso su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro.
L’operazione, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, è stata condotta dai Carabinieri del Ros unitamente ai militari del Comando provinciale di Catanzaro ed alla Guardia di finanza di Vibo Valentia.
Tra gli arrestati, oltre all’ex assessore regione ed attuale consigliere regionale Nazzareno Salerno, figurano anche l’ex presidente della fondazione Calabria Etica Pasqualino Ruberto, consigliere comunale a Lamezia Terme, e dell’ex direttore generale del dipartimento lavoro della Regione Vincenzo Caserta.
Uno degli arrestati, Vincenzo Spasari, ritenuto contiguo alla cosca Mancuso di Limbadi, inoltre, è il padre della ragazza che per il suo matrimonio atterrò con l’elicottero nella piazza centrale di Nicotera.  È quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare del gip di Catanzaro (ANSA).
 

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