Violentata e picchiata dal suo ex, un ispettore capo della Polizia, chiede aiuto per avere giustizia

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Violentata e picchiata dal suo ex, un ispettore capo della Polizia, chiede aiuto per avere giustizia

Maria (in un momento dell’intervista) da due anni vive nel terrore ed è stata persino emarginata dal contesto sociale in cui vive, a causa delle pressioni del suo aguzzino, già precedentemente accusato di violenza sulle donne
 
 

LA VIDEO INTERVISTA ALLA VITTIMA


 
Perseguitata, violentata, picchiata selvaggiamente, umiliata ed emarginata. Sono solo alcune delle cose che accadono a Maria (nome di fantasia) da due anni a questa parte, da quando quell’uomo apparentemente integerrimo è entrato a far parte della sua vita. Maria, una vita difficile e un destino nient’affatto generoso, spalanca le porte della sua casa a colui che diventerà il suo aguzzino, pensando di aver ritrovato la serenità di un tempo. Come non fidarsi di un ispettore capo della Polizia?
Invece Maria scopre, di pari passo con l’aumentare delle violenze, che quell’uomo aveva già delle denunce alle spalle per stalking e atti persecutori nei confronti delle altre donne, ma al tempo stesso deve constatare dai processi ne era sempre uscito come una persona innocente. Maria è confusa, non capisce cosa le sta accadendo, a volte pensa di essere diventata pazza. Come potrebbe la giustizia assolvere più volte un soggetto così?
Invece Maria non è pazza e quei lividi sul corpo non sono frutto dell’immaginazione, quell’uomo è malato e pericoloso ma il suo ruolo all’interno del corpo di Polizia forse lo ha protetto. I dubbi diventano certezze quando Maria prende coraggio e va a denunciare presso la Questura, porta prove audio e video, ma negli uffici le dicono che non possono farci niente. O mette la sua firma e la sua faccia, oppure Maria potrà continuare a vivere in perfetta solitudine il suo dramma. In pratica le chiedono di metterlo sotto indagine poi eventualmente mandarlo a processo.
Ma Maria è terrorizzata, vorrebbe mettere la firma su quelle denunce ma teme che lui possa venire informato nell’immediato scatenando la sua furia omicida. Glielo ha promesso più di una volta, la picchierà fino a farla morire. Maria non vuole portarlo a processo, vuole che lo arrestino e subito, per proteggere lei e i suoi cari, facendo appello anche alla legge sullo stalking, ma è tutto inutile. Quell’uomo viscido e meschino sembra intoccabile, di attuare un provvedimento d’urgenza, prove alla mano, non ci pensano nemmeno. Ne hanno paura persino i suoi colleghi.
Noi abbiamo prima incontrato Maria, poi abbiamo scavato a fondo, arrivando a capire che molto probabilmente l’uomo farebbe parte mani e piedi di una potente… setta. Lo sanno tutti, anche se ne nessuno fa rapporto, ed è per questo che lo temono.
Maria è sola, completamente sola, ma ha finalmente  trovato la forza di parlare quando noi siamo piombati a casa sua per farci raccontare la vicenda e dopo aver visionato in lungo e in largo le prove in suo possesso.
Maria ha come la sensazione di non avere il pavimento sotto i piedi, è terribilmente spaventata e avuto ripensamenti più e più volte prima di decidere di mandare on line il servizio. Ma noi le abbiamo fatto capire che ha non tutte le questure d’Italia sono corrotte o disposte a mettersi prone a sedicenti santoni di qualunque specie di setta, loggia o società deviata. Le abbiamo giurato che la sua testimonianza scuoterà gli animi e le coscienza dei veri servitori dello Stato e che questi, presto, la libereranno dal suo incubo.
Noi abbiamo raccolto la sua struggente testimonianza in una intervista video.
 

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