Piovono soldi sulle cliniche private cosentine: il 2018 saranno rimborsate per 66mln di euro

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Piovono soldi sulle cliniche private cosentine: il 2018 saranno rimborsate per 66mln di euro

Che non si dica che l’Asp di Cosenza sia un ente povero. Almeno non per quel che riguarda la sanità privata. Perché se è vero che negli ospedali pubblici, o quel che ne rimane, si registrano gravi carenze di personale e materiale, come pure cannule, aghi e garze, per colpa dei drastici tagli alla sanità, per le cliniche private invece i soldi piovono. Letteralmente.
 
E così, subito dopo la cocente sconfitta elettorale del Pd per cui Raffaele Mauro si era sfacciatamente prodigato a cercare voti in campagna elettorale aiutandosi con nomine e delibere ad hoc, il direttore generale dell’Asp spiccia subito la pratica delle cliniche private e fa pubblicare sull’albo pretorio dell’ente l’impegno di spesa per l’anno 2018 accordato a dicembre del 2016 con le cliniche private accreditate di Cosenza e provincia, che risulta essere la più alta di tutta la regione. La cifra complessiva per la provincia di Cosenza, è pari 66.384.481,04 euro, è contenuta nella delibera n° 389 del 6 marzo 2018. Tutti soldi pubblici, inviati dalla Regione Calabria agli istituti accreditati con Ssn, ossia, il Servizio Sanitario Nazionale.
Niente da eccepire se non fosse che quando si tratta di cliniche private, tutti sanno qual è il proprio ruolo e come svolgerlo, i rimborsi sono chiari e netti e, soprattutto, nessuno mai parla di tagli, di risparmi e di cinghie da tirare.
Invece 6 anni fa chiusero l’ospedale civile di Praia a Mare per onorare l’ordine imperativo di ridurre all’osso gli sprechi nella sanità quando al suo ultimo anno di attività, il 2011, non solo non generava debito, ma addirittura presentava un fatturato in positivo da 3 milioni di euro. Tra Praia a Mare e Cetraro, dove sorge l’ospedale pubblico più vicino, c’è Belvedere, dove non ci sono ospedali pubblici ma due note cliniche private, le quali, da come si evince dal documento, riceveranno rimborsi per quasi 24 milioni di euro. A ciò si aggiunga la spesa pubblica da svariati milioni di euro per pagare i conti delle prestazioni dei pazienti calabresi costretti all’emigrazione sanitaria dopo lo smantellamento del presidio ospedaliero di confine e catalogato come “presidio in zona disagiata”.