Giuseppe Scopelliti condannato in via definitiva a 4 anni e 7 mesi di carcere

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Giuseppe Scopelliti condannato in via definitiva a 4 anni e 7 mesi di carcere

Nella foto, Giuseppe Scopelliti. Fonte foto: L’Arciere
 
La condanna richiesta in mattinata dal procuratore generale della Procura era di 5 anni (clicca qui per leggere l’articolo), ma i giudici della Suprema corte di Cassazione in serata hanno ridotto la pena di 5 mesi, infliggendogli definitivamente 4 anni e 7 mesi di carcere. Il reato di abuso d’ufficio, invece, è stato dichiarato prescritto, mentre la condanna all’interdizione perpetua dei pubblici uffici è stata ridotta a soli 5 anni.
All’ex governatore della Calabria è toccato dunque costituirsi in mattinata e varcare spontaneamente la soglia del carcere del quartiere di Arghillà perché le condanne superiori ai quattro anni non consentono di chiedere l’affidamento in prova o misure alternative. Prima di tentare la via degli arresti domiciliari, Scopelliti dovrà rimanere diversi mesi nella casa circondariale.
Respinti anche i ricorsi dei revisori dei conti Carmelo Stracuzzi, Domenico D’Amico e Ruggero De Medicio, anche loro condannati in via definitiva ma a 2 anni e 4 mesi.
La vicenda giudiziaria prende il via dalle denunce degli esponenti del Pd Demetrio Naccari Carlizzi e Seby Romeo sulle autoliquidazioni per centinaia di migliaia di euro della dirigente al Bilancio, Orsola Falla, successivamente morta suicida per aver ingerito acido muriatico, quando Scopelliti era ancora sindaco della città di Reggio Calabria.
La Fallara nel pomeriggio del 15 dicembre del 2010, quando Giuseppe Scopelliti era già governatore della Calabria da nove mesi, indice una conferenza stampa in un locale nei pressi del Comune per difendersi dalle accuse mosse dagli esponenti reggini del Partito Democratico e per reazione alla sospensione di un mese dal suo incarico inflitta dal nuovo sindaco Giuseppe Raffa.
Sembra piuttosto tranquilla, ma solo poche ore dopo, introno alla mezzanotte, a bordo della proprio auto si dirige verso il porto cittadino, dove ingerirà il liquido nocivo. Nel tentativo di salvarsi, chiamerà poi il 112, i cui operatori avvertiranno a loro volta il 118. Un’ambulanza la trasporterà d’urgenza presso il nosocomio della città e verrà sottoposta a un delicato intervento, ma il suo cuore cesserà di battere intorno alle 13 di domenica 19 dicembre. La donna aveva 44 anni.
Durante conferenza stampa, la Fallara, pur continuando a negare di aver compiuto atti illegittimi, ammetteva di aver sbagliato, annunciava le sue dimissioni dal suo incarico di dirigente e chiedeva scusa alla sua famiglia e all’ex sindaco Giuseppe Scopelliti, che aveva affiancato per otto anni a Palazzo San Giorgio e al quale era legato da rapporti di amicizia risalenti all’adolescenza.
In serata la vettura della Fallara era stata misteriosamente danneggiata e, dopo aver sfondato i vetri, erano anche stati rubati il cellulare e diversi documenti custoditi nell’abitacolo. La dirigente aveva persino provveduto a denunciare l’accaduto alla Procura competente e e pertanto nulla lasciava presagire il gesto estremo che si sarebbe consumato di lì a poco. La magistratura ha archiviato la vicenda come suicidio.
Di seguito un servizio dell’epoca de Il Fatto Quotidiano.