Niente governo M5s-Lega, consigliere comunale di Scalea straccia la tessera elettorale in diretta facebook

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Niente governo M5s-Lega, consigliere comunale di Scalea straccia la tessera elettorale in diretta facebook

Renato Bruno in una foto recente scattata durante un intervento a Bruxelles con l’europarlamentare Laura Ferrara

 

«Presidente Mattarella, con quello che è riuscito a fare in questi giorni e con il risultato che abbiamo ottenuto oggi, l’unica cosa che possiamo fare con la nostra tessera elettorale, questa è la mia – dice rivolgendosi alla telecamera – è questo!». Poi “zac”, la strappa e la divide in otto parti. È quanto successo ieri in un video postato dal consigliere pentastellato di Scalea, Renato Bruno, subito dopo la notizia che il presidente del Consiglio dei Ministri indicato da MoVimento 5 stelle e Lega, Giuseppe Conte, è stato costretto a rimettere il mandato a causa delle ostilità del presidente della Repubblica nei confronti del ministro all’Economia designato da Di Luigi Maio e Matteo Salvini, Paolo Savona, ritenuto forse troppo “antieuropeista”.

Bruno ha poi aggiunto: «Se a decidere sono le agenzie di rating, i mercati, la nostra sovranità, allora questa – mostrando la tessera elettorale ridotta a brandelli – non vale più niente».

Un gesto forte, provocatorio, certamente sintomatico del malessere generale che si respira da giorni in un’Italia che arranca economicamente e che si teneva aggrappata alla speranza di un governo senza lo spauracchio dell’Europa merkeliana, quella che ha trasformato i cittadini in un numeri, che vive sotto condizionamento costante di una valutazione sulla solidità e la solvibilità di una società che emette titoli sul mercato finanziario.

Un gesto provocatorio, dicevamo, ma intriso di rabbia e delusione per quella rivoluzione gentile tanto agognata che pare essere stata rinviata a data da destinarsi, per l’ennesima volta, proprio quando il popolo pentastellato pensava di essere a un passo dal grande giorno.

Quella di Renato Bruno, comunque, non è l’unica manifestazione di disappunto per un governo M5s-Lega che, dopo le prime incertezze, alla fine sembrava finalmente aver messo tutti d’accordo. Si ha notizia di proteste ovunque, in ogni angolo d’Italia, dentro e fuori i palazzi istituzionali, mentre sul web aumenta l’amarezza per un sogno sfumato, per una democrazia che s’è rotta come un giocattolo, per una crisi politica nazionale  di cui non si ha memoria in precedenza, che di ora in ora ha sempre più il sapore di una guerr(igli)a civile.