Ospedale di Praia, il sindaco insiste: «L’inaugurazione del reparto di Medicina ci sarà». La nostra replica

Il sindaco di Praia a Mare ieri ha replicato al nostro articolo con una nota assurda e paradossale

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Ospedale di Praia, il sindaco insiste: «L'inaugurazione del reparto di Medicina ci sarà». La nostra replica

Dopo aver messo in luce per l’ennesima volta le pericolose manovre politiche volte all’apertura di un reparto che, allo stato attuale, non ha motivo di esistere a cause delle gravissime carenze (lo abbiamo raccontato QUI), il sindaco Antonio Praticò torna a dire la sua con una nota pubblica in cui anziché prendere atto della realtà dei fatti, se la prende con i medici “irresponsabili” che avrebbero girato a noi de La Lince il documento, circostanza falsa e infondata, poiché, come raccontano sei anni di storia pubblica delle nostre inchieste sull’ospedale di Praia a Mare, siamo sempre riusciti ad entrare in possesso di qualsivoglia documento nonostante l’avvicendarsi dei dirigenti, direttori, medici e infermieri. Se anche fosse, dal momento che l’ospedale è una faccenda di interesse pubblico e di pubblico dominio, il monito a non informarci su quanto accade entro quelle mura, potrebbe sembrare ai più una sorta di intimidazione. Ad ogni modo stiano tutti tranquilli, che i documenti continueremo a pubblicarli lo stesso, anche qualora quei quattro medici che nemmeno conosciamo dovessero essere spostati in un nosocomio dell’Himalaya.

 

Quello che appare veramente allarmante della sua nota è il fatto che un semplice sindaco, che non è un medico, insista su una riapertura di un reparto nonostante il parere contrario dei medici, esperti della materia, e di una commissione regionale che solo una settimana fa bocciava sonoramente l’organizzazione del reparto del punto di primo intervento, escludendo un possibile accreditamento per la realizzazione di un pronto soccorso.

Che la questione sia politica e non sanitaria, lo si legge tra le stesse righe delle dichiarazioni del sindaco, pubblicate sulla pagina del Comune di Praia a Mare, dove tra l’altro è vietato contestare l’operato della pubblica amministrazione, pena la cancellazione dei commenti. Così da capire l’aria di democrazia che si respira.

 

DOMANDE E RISPOSTE

Ebbene. Nello scritto il primo cittadino pone alcune domande alle quali vorremmo rispondere anche per sottolineare come sulla questione non sia affatto informato.

Sindaco: «Una prima domanda che vorrei rivolgere ai medici firmatari della nota, è che se a Reparto di Medicina regolarmente operativo, dovesse ammalarsi un medico, come si comporteranno? Chiuderanno il Reparto di Medicina? E gli ammalati che fine faranno? O invece si adopereranno per sopperire nel modo più consono ad una imprevista necessità?». 

La nostra risposta: Il punto è proprio questo. Il reparto non può essere aperto perché non c’è personale sufficiente a coprire i turni e non ci sono assunzioni all’orizzonte. I medici della vecchia Rsa stanno dando una mano al punto di primo intervento e considerato che con il reparto di Medicina occorre ulteriore capitale umano, pensare di riaprirlo è un rischio enorme. È da giorni che lo stiamo dicendo.

Sindaco: «Desta meraviglia e stupore che medici ospedalieri che scrivono una lettera ai Responsabili dell’Asp, possano esternare subito lo stesso documento. Ritengo che questo non sia contemplato dalla Legge».

La nostra risposta: Anche questa è una sua supposizione, completamente infondata. I medici non hanno violato nessuna legge e non hanno provato in alcun modo a mettersi in contatto con noi.

Sindaco: E’ evidente che qualcuno dall’interno continua a remare contro l’Ospedale di Praia per motivi personali, e non si fa carico dei problemi di salute dei cittadini.

La nostra risposta: Fossimo in Lei, sindaco, non daremmo sempre tutto per scontato addossando colpe a chi forse non ne ha. Non dia per scontato che i suoi “nemici” siano dentro all’ospedale di Praia. Fatta questa premessa, ci occorre ricordarLe che chi rema contro qualcuno o qualcosa è sempre colui che cerca di ottenere un obiettivo con la menzogna, non chi lotta a proprio rischio e pericolo per la verità, tra l’altro inconfutabili, suffragate da carte e documenti. In fondo se per mesi si sono fatte solo chiacchiere intorno all’ospedale e allo stato attuale ancora non è aperto, non è di chi remerebbe contro, di chi cerca la verità , di chi la sbatte in faccia ai cittadini, ma di chi non è capace di imporsi nei tavoli che contano. È un dato di fatto.

Sindaco: Proprio la diffusione di un atto interno è la prova evidente di un tale assurdo comportamento, e in relazione a ciò chiedo ai Dirigenti dell’Asp se un simile contegno sia lesivo della deontologia professionale nonché dell’immagine della stessa Azienda Sanitaria.

La nostra risposta: Già nei mesi addietro l’azienda sanitaria ha provato a imbavagliare alcuni dirigenti appellandosi alla lesione dell’immagine dell’azienda. Un’operazione mal riuscita che ha costretto quanti cercavano di mettere a tacere la verità di tornare a casa con la coda tra le gambe. Si continua a parlare di ciò che non si conosce. Oltretutto per arrivare alla fonte le autorità dovrebbero estorcermi la notizia a noi de La Lince. Ma le fonti sono sacrosante e pertanto protette da una miriade di leggi, suggellate da una sentenza della Cassazione e di una del Tribunale dei diritti dell’uomo, pertanto si sappia che saremmo pronti ad essere arrestati piuttosto che essere costretti a rivelare una fonte.

Sindaco: «Se continuerà a persistere tale atteggiamento ostruzionistico da parte di chi lo sta mettendo in atto, mi vedrò costretto a chiamare a raccolta tutta la popolazione, perché Praia e tutto il comprensorio non possono continuare ad assistere, sulla propria pelle, a simili giochetti finalizzati solo a tutelare gli interessi di qualcuno». 

La nostra risposta: Gentile sindaco, senza offesa, fino ad ora i giochetti finalizzati solo a tutelare gli interessi di qualcuno li abbiamo visti solo dalla politica.

«Il 16 luglio il reparto di Medicina riaprirà.» Bene, se così sarà, anche se ne dubitiamo fortemente, ci saremo anche noi. 

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