Erano ricercati per l’omicidio di Emanuele Orrico, Dda arresta due fratelli in una villetta a Scalea

I due ora si trovano rinchiusi nel carcere di Paola

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Erano ricercati per l'omicidio di Emanuele Orrico, Dda arresta due fratelli in una villetta a Scalea

Quarant’anni in due e già fanno i conti con l’accusa di omicidio e tentato omicidio per una storia di guerra tra bande alla periferia di Napoli, dove lo Stato latita più dei camorristi e la sopravvivenza troppe volte impone l’annullamento del rivale. È la storia di due fratelli di Ponticelli di 18 e 24 anni, Nicola ed Antony Spina, che dopo aver ucciso Emanuele  Orrico e tentato di far fuori Rosario Di Denaro la sera dello scorso 26 aprile in rione Conocal, come sostiene la procura, se ne stavano in vacanza in una villetta di Scalea, pronti per fuggire all’estero.

 

La cittadina altotirrenica, insieme a tutta la fascia del Tirreno cosentino, rappresenta il punto cardine della criminalità organizzata in villeggiatura, d’inverno e ancora di più d’estate, quando alla malavita locale si uniscono i malavitosi di altre regioni che qui continuano a trovare rifugio e protezione grazie a scellerati proprietari di case, e non solo.

Li hanno arresti martedì gli uomini della Direzione direzione distrettuale antimafia di Napoli su ordine emesso dal pubblico ministero Henry John Woodcock, ma la notizia è trapelata solo alcune ore fa. Un colpo esemplare da parte degli inquirenti che però in una terra malata fino al midollo di camorra, criminalità e malaffare, è solo una noce in un sacco. E non fa rumore.

Vi proponiamo l’articolo di Giustizia News 24 in cui se ne dà notizia. L’articolo è a firma di Manuela Galletta.

“I responsabili dell’omicidio di Emanuele Errico, il 19enne ucciso il 26 aprile scorso da un colpo di pistola alla schiena, hanno un volto e un nome. Martedì scorso – ma la notizia è stata resa nota solo oggi – i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli li hanno arrestati a Scalea, località di mare in Calabria, dove gli indagati si erano nascosti nell’attesa di fuggire all’estero. Le manette sono scattate per due fratelli, Nicola ed Antony Spina, rispettivamente di 22 e 18 anni, anche loro di Ponticelli. Come la vittima. Sono stati raggiunti da un decreto di fermo emesso dal pubblico ministero Henry John Woodcock della Direzione direzione distrettuale antimafia di Napoli: in calce al mandato di cattura ci sono le accuse di omicidio di Emanuele Errico, il tentato omicidio del 30enne Rosario Denaro, nonché le aggravanti di aver agito con premeditazione, con i motivi futili e abbietti e con l’uso di armi illegalmente detenute. Accuse che un giudice per le indagini preliminari ha già provveduto a convalidare. Non è, invece, contestata l’aggravante della matrice camorristica perché il delitto non matura nell’ambito di logiche di camorra.

La fuga da Ponticelli dopo il delitto
Rintracciare i due ragazzi non è stato facile, benché i sospetti su di loro siano caduti sin dal primo momento grazie anche ad una veloce attività di indagine che i militari dell’Arma hanno confezionato per dare risposta ad un omicidio che ha scosso una comunità. Il 22enne e il 18enne si sono allontanati dal quartiere subito dopo il raid, che si è consumò nel rione di edilizia popolare denominato Conocal, rione divenuto tristemente famoso per essere stato teatro della faida che nel gennaio 2013 scoppia tra i D’Amico ‘fraulella’, ‘occupanti’ del Conocal, e gli allora emergente De Micco. I due fratelli dapprima si sono nascosti nella zona di Castel Volturno, subito dopo si sono spostati a Poggioreale. A inizio giugno un altro trasferimento: stavolta però il 22enne si era allontanato con moglie e figli raggiungendo la Calabria, mentre del 18enne si era persa ogni traccia. Poi all’inizio del mese il ricongiungimento a Scalea, in un appartamentino inserito in una villetta a schiera. Era pronti per scappare all’estero. Insieme. Sono, invece, finiti entrambi in carcere, nel penitenziario di Paola.

L’arresto eseguito dai carabinieri
Avuta certezza che la coppia fosse insieme, i carabinieri hanno provveduto a cinturare la zona. E sono rimasti in attesa prima di effettuare il blitz. Il 18enne è stato bloccato mentre usciva a piedi in direzione di Scalea; il fratello più grande è sorpreso nell’abitazione con la moglie e i due figli piccoli.

Il movente 
Secondo quanto accertato dai militari dell’Arma, l’omicidio di Errico e il ferimento di Rosario Denaro sono il frutto di un contrasto tra giovanissimi. Il 25 aprile, giorno che ha preceduto l’agguato, i due fratelli indagati subirono l’incendio dello scooter. All’incendio era seguita la rappresaglia dei fratelli contro i soggetti da loro individuati come responsabili del gesto avendoli individuati attraverso la visione di filmati del circuito di videosorveglianza di una attività commerciale ubicata nei pressi”.

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