Per l’incidente mortale di Rocco Marando arrestato un 23enne positivo all’alcool test

Il giovane è accusato di essere il responsabile dell'incidente stradale avvenuto a Gioiosa Jonica, lungo la statale 106 jonica. Nella foto il giovane deceduto, Rocco Marando

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Per l'incidente mortale di Rocco Marando arrestato un 23enne positivo all'alcool test

Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Ansa, il personale del Distaccamento di Polizia stradale di Brancaleone ha arrestato un giovane di 23 anni, S.D., di Locri, con l’accusa di omicidio stradale. Il giovane è accusato di essere il responsabile dell’incidente stradale avvenuto a Gioiosa Jonica, lungo la statale 106 jonica, in cui ieri mattina è morto Rocco Marando, di 24 anni, originario di Portigliola, che era alla guida di una moto. «Gli accertamenti tecnici eseguiti dagli agenti della Polizia di Stato – è scritto in un comunicato della Questura di Reggio Calabria – hanno consentito di accertare la responsabilità di S.D. in ordine al sinistro. Il giovane, sottoposto agli accertamenti alcolemici nel sangue, è risultato positivo con un tasso di alcool sensibilmente superiore a quello consentito dalla normativa in materia».

 

Rocco Marando, 24enne di Portigliola, centro del Reggno di poco più di mille anime, è deceduto ieri mattina nell’ennesimo disastroso incidente stradale avvenuto lungo la Statale 106 jonica nella periferia di Roccella Jonica. Il giovane, secondo quanto è emerso dai primi accertamenti effettuati dalla Polstrada di Brancaleone, era alla guida della sua moto, quando si è scontrata con tre veicoli che viaggiavano in direzione opposta. Una delle tre auto era guidata dai carabinieri di una pattuglia in servizio. L’impatto è stato letteralmente devastante e il giovane è deceduto sul colpo per le ferite riportate. Benché i soccorsi siano stati tempestivi si sono rivelati del tutto inutili, gli operatori sanitari del 118 giunti sul posto si sono trovati di fronte a una scena raccapricciante e non hanno potuto fa altro che constatare il decesso del giovane. Quella di Rocco Marando è solo l’ultima, in ordine cronologico, delle vite infrante sull’asfalto della strada statale 106, quotidiano teatro di stragi umane, di sangue che scorre a fiumi e di dolore immane, tanto che i calabresi l’hanno ribattezzata la “strada della morte”.

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