Relazione semestrale Dia, il nuovo rapporto sulla ‘ndrangheta in provincia di Cosenza

La relazione si riferisce al semestre luglio - dicembre 2017

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Relazione semestrale Dia, il nuovo rapporto sulla 'ndrangheta in provincia di Cosenza

(Rapporto semestre luglio – dicembre 2017). — Provincia di Cosenza: Nella provincia cosentina si conferma l’operatività delle cosche RANGO-ZINGARI e ABBRUZZESE.
Proprio un soggetto ritenuto contiguo al gruppo ABBRUZZESE – già detenuto con l’accusa di aver partecipato all’efferato, triplice omicidio avvenuto a Cassano allo Jonio nel gennaio 2014, in cui perse la vita anche il piccolo “Cocò” Campolongo di tre anni – è stato colpito da un ordine di custodia cautelare, assieme ad altri 7 soggetti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione, all’estorsione, alla truffa, allo spaccio di sostanze stupefacenti e alla spendita di banconote false. Tra gli arrestati, figura anche la moglie del soggetto detenuto, che avrebbe gestito il gruppo criminale in assenza del marito, facendo da tramite con gli altri componenti del sodalizio. I RANGO-ZINGARI e ABBRUZZESE, sopra citati, operano in connessione con le compagini LANZINO-PATITUCCI e PERNA-CICERO. Nel mese di ottobre, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un commerciante e di un imprenditore edile, responsabili, in concorso, del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le indagini hanno accertato che i due, nel giugno precedente, avrebbero minacciato, evocando l’appartenenza ai PERNA, un imprenditore edile della zona, al fine di costringerlo a pagare una somma di denaro a titolo estorsivo.

 

Il clan VALENTE-STUMMO (propaggine della cosca MUTO, egemone nell’alta fascia tirrenica cosentina e con importanti proiezioni in Basilicata e in Campania) è attivo nella zona di Scalea. Nel mese di novembre, la DIA ha sequestrato una lavanderia industriale con sede a Diamante (CS), ritenuta nella effettiva disponibilità di un sessantenne, già destinatario di una misura cautelare detentiva, insieme alla moglie, nell’ambito dell’operazione “Frontiera”, che aveva colpito gli interessi economici della cosca MUTO. Il decreto è stato emesso dal Tribunale di Cosenza a seguito di un’articolata proposta di misura di prevenzione avanzata dal Direttore della DIA.

Nel comune di Paola si registra l’operatività delle cosche MARTELLO-SCOFANO-DITTO e SERPA, tra loro contrapposte, oltre alla già menzionata cosca RANGO-ZINGARI di Cosenza. Nell’area di Amantea insistono i BESALDO, i GENTILE e gli AFRICANO. Nel mese di luglio, i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due imprenditori originari di Amantea, uno dei quali già Sindaco della cittadina e l’altro Consigliere di maggioranza. Ai due soggetti sono stati contestati reati quali voto di scambio, tentata estorsione e violenza privata per aver minacciato un cittadino in occasione delle ultime elezioni amministrative del Comune di Amantea (svoltesi l’11 giugno 2017), paventandogli il mancato rinnovo di un contratto lavorativo a termine, affidato alla compagna, a meno che i suoi familiari non avessero votato il predetto Consigliere
di maggioranza.

Sul versante jonico cosentino e fino a Scanzano Jonico (MT), esercitano la propria influenza i gruppi ABBRUZZESE di Cassano allo Ionio ed ACRI-MORFÒ, dediti in prevalenza al traffico di sostanze stupefacenti. Anche Cassano allo Ionio è stato interessato, nel mese di novembre, dallo scioglimento del Consiglio comunale, per la sussistenza di collegamenti diretti e indiretti degli amministratori con la criminalità organizzata. Nella proposta a firma del Ministro dell’Interno si dà atto di come diversi esponenti dell’apparato politico e burocratico dell’Ente – alcuni dei quali con pregiudizi di polizia – annoverassero frequentazioni o relazioni di parentela con elementi contigui ai sodalizi locali.

Dall’attività ispettiva è emerso, inoltre, come alcuni terreni con annessi fabbricati, acquisiti dal Comune nel 1989 e destinati in parte alla realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria ed in parte ad attività agricola, fossero stati occupati, senza alcun titolo abilitativo e senza corresponsione di canone, da soggetti legati da vincoli parentali con esponenti della ‘ndrangheta. Il Comune, poi, avrebbe ripetutamente corrisposto contributi assistenziali – in contrasto con i principi di imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa – a vantaggio di diversi sottoscrittori delle liste collegate al sindaco, tra cui alcuni soggetti considerati contigui alle cosche. Per ciò che concerne il settore degli affidamenti di lavori e servizi è stato riscontrato, inoltre, un costante ricorso alle procedure negoziate e agli affidamenti diretti, a vantaggio di una ristretta cerchia di società, fra le quali una destinataria di un provvedimento antimafia a carattere interdittivo emesso dalla Prefettura di Cosenza a maggio 2016 e che annovera, tra i soci, un parente di un consigliere comunale vicino ad un noto capoclan.

Come anticipato nel paragrafo dedicato alla provincia di Reggio Calabria, l’area di Corigliano Calabro (CS) ha fatto registrare, nel mese di luglio, l’omicidio di un pluripregiudicato originario di Rizziconi (RC), ex consigliere provinciale a Reggio Calabria ed ex vice sindaco di Rizziconi, ritenuto contiguo alla cosca RUGOLO-MAMMOLITI.

Fonte: RELAZIONE SEMESTRALE DELLA DIA

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