Scura: «Le ambulanze del 118 non devono andare al pronto soccorso di Praia a Mare»

Nella foto di copertina, il commissario alla sanità calabrese Massimo Scura

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Scura: «Le ambulanze del 118 non devono andare al pronto soccorso di Praia a Mare»

Giornalisti ignoranti o politici smaniosi di consenso? Sulla vicenda dell’ospedale di Praia a Mare, abusate come poche altre dalla politica e non solo, si è detto e scritto di tutto. Fino a toccare il fondo due giorni fa, quando la lettera di un nostro lettore, aveva scatenato l’ira di chi sull’argomento, ci auguriamo in buona fede, continua a ingannare un’intera popolazione e migliaia di potenziali pazienti dell’ospedale di Praia a Mare che un ospedale non è. Ci siamo così convinti di essere degli stupidi ignoranti contrari alla riapertura del nosocomio, come siamo stato apostrofati, che assaliti da dubbi abbiamo fatto il possibile per intervistare l’unica persona al mondo che può prendere decisioni sull’ospedale di Praia a Mare e può fare chiarezza più di tutti, sindaci compresi. Così i cittadini, facendo affidamento sulle loro capacità intellettuali, potranno capire da soli, senza condizionamenti di una o dell’altra fazione, se è vero come dice la politica moralista che l’ospedale è aperto e funzionante a pieno regime, o se vero come dice il giornalismo ignorante che recarsi presso la struttura sanitaria dell’isola Dino per patologie gravi e che necessitano di essere curate nel più breve tempo possibile, è addirittura rischioso. Buona lettura.

 

Commissario a che punto è la riapertura dell’ospedale di Praia a Mare e sopratutto cosa diventerà?

L’ospedale di Praia a Mare può essere due cose, o un ospedale di zona disagiata o quello che ha detto il commissario Sciabica, che ha fatto un provvedimento, non un decreto, che è una cosa diversa. Ma è una cosa quella che ha fatto lui che non sta scritto da nessuna parte, né in cielo né in terra e nemmeno nel decreto ministeriale n° 70 del 2 aprile 2015, ha disegnato un ospedale che non esiste. Allora io ho chiesto un intervento dei ministeri affiancanti per decidere esattamente cosa deve andare a Praia a Mare. Questo incontro è stato fatto il 3 maggio scorso, quindi sono passati due mesi e venti giorni, e sto aspettando la risposta. Eravamo tutti intorno a un tavolo, il dottor Sciabica, il Ministero della Salute con Urbani, che è Direttore della Programmazione, il Mef, Agenas, Raffaele Mauro e il sottoscritto. Alla fine di tutto questo discorso, dove sembrava chiaro che doveva essere quello che io propongo, ossia un ospedale di zona disagiata, loro avrebbero dovuto mandarmi un documento che il 18 luglio scorso, quando ci siamo visti a Roma per il Tavolo Adduci, mi avevano detto di averlo spedito quel giorno stesso. Solo che il documento io devo ancora riceverlo.

 

Perché si è deciso di riaprire il reparto di Medicina, nonostante le difficoltà palesate anche dai medici? 

Il concetto è stato questo: se deve essere un ospedale di zona disagiata, comunque la Medicina deve esserci, se deve essere quell’ospedale, diciamo di invenzione del dottor Sciabica, comunque la Medicina ci deve essere. Allora, è vero che il decreto aziendale n° 64 non lo posso modificare per questioni di carattere burocratico, questioni un po’ più complesse che però bisogna superare, ma ad ogni modo la Medicina va comunque aperta. Ecco perché io ho autorizzato Mauro ad aprire la Medicina, naturalmente dandogli anche (le autorizzazioni per) i medici, dopodiché se li deve andare a cercare, non è che basta scrivere su un foglio di carta. Tra domani e dopodomani spero di adottare il decreto con le nuove assunzioni e ci saranno tutta una serie di persone a disposizione dell’Asp di Cosenza. Quindi l’apertura della medicina di Praia a Mare è di per sé una cosa buona, soprattutto adesso che è il periodo estivo. Quello che serve per rinforzare il reparto sono soprattutto dei medici di pronto soccorso e degli anestesisti, perché adesso se arriva lì qualcuno lo devono “impacchettare” e portare dove serve. Non si deve portare della gente al pronto soccorso di Praia a Mare con l’ambulanza perché quello significa solo perdere tempo. Quindi, se un cittadino va di sua sua spontanea volontà, lì in qualche modo lo devono ricevere, curare, stabilizzare se è necessario e portarlo altrove con una ambulanza. Ma le ambulanze non devono andare al pronto soccorso di Praia a Mare, questo l’ho scritto in modo chiaro, perché nell’interesse del cittadino questo è sbagliato.

 

Cosa ne pensa del documento redatto dei medici in cui si chiedeva di rinviare l’apertura della Medicina?

Io di questo ne ho accennato a Mauro e lui mi ha detto di star tranquillo, che avrebbe fatto le cose per bene. Adesso di preciso non le so dire, posso richiamare il direttore e capire cosa è stato fatto nel dettaglio.

 

Dal momento che ci sono ancora queste perplessità, queste limitazioni, è giusto riaprire il reparto di Medicina proprio adesso? È necessario farlo?

Questa è una decisione che deve prendere soltanto il direttore generale (Raffaele Mauro, ndr). Non posso essere io a dire “fate in questo modo o nell’altro”. Da un punto di vista della sicurezza dei pazienti, ho adottate le misure che ritengo corrette, cioè, evitare che le ambulanze vadano a Praia a Mare, assegnare del personale, altro ne assegnerò con il decreto che sto per adottare in settimana, poi però all’interno sulle singole questioni è compito del direttore generale occuparsene.

 

Al momento quali sono i progressi del punto di primo intervento?

Il punto di primo intervento è stato potenziato con le autorizzazioni per l’assegnazione di anestesisti e medici dell’emergenza/urgenza, non medici internisti. Purtroppo ci sono delle difficoltà a reperire i medici che in questo momento non ha soltanto Mauro. Però al momento sono in sei a fare turni da 24 ore al giorno, c’è anche il supporto di alcuni anestesisti che vengono dall’ospedale Annunziata di Cosenza.

 

E sulla imminente scadenza di contratto del medico del 118 cosa può dire?

Le assicuro che o verrà rinnovato il contratto al dipendente o verrà sostituito, ma il reparto di Medicina non subirà danni. Sono in quattro al momento e per il periodo estivo ce la fanno.

 

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