Alto Tirreno, chi sarà il prossimo amministratore a finire in manette?

A giudicare dalle numerose indagini in corso, il procuratore Bruni farà ancora pulizia nella pubblica amministrazione. E tutti già si chiedono chi sarà il prossimo disonesto, o presunto tale, a finire in galera

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Alto Tirreno, chi sarà il prossimo amministratore a finire in manette?

Al contrario di quanto si possa pensare, non è una domanda di facile risposta. Non fosse altro per il fatto che le indagini stanno proseguendo trasversalmente su ogni fronte e che gli amministratori truffaldini, speculatori e imbroglioni, presenti e passati, non si contano più. Non si può fare mai di tutta l’erba un fascio e questo, a costo di diventare retorici, è sempre bene ribadirlo. Gli amministratori del territorio dell’alto Tirreno cosentino non sono tutti uguali e non tutti hanno le mani in pasta, alcuni per fortuna che ci sono, ma è ormai evidente che nella stragrande maggioranza dei casi (ripetiamo: passati e presenti) il sistema amministrativo della costa tirrenica e del suo hinterland è un sistema marcio, colluso, un cancro le cui metastasi sarà difficilissimo da estirpare.

 

Per anni i signorotti della pubblica amministrazione altotirrenica hanno goduto di privilegi e protezione. Lo rivela il fatto che il procuratore Bruni compie tre arresti in tre Comuni diversi in poche settimane, mentre precedentemente nella Riviera dei Cedri non si vedeva un arresto nella pubblica amministrazione dai tempi di Plinius, luglio 2013, che, benché si sia trattato come al solito di un’operazione ambigua e per certi versi controversa (molti degli arrestati sono stati assolti), va ricordato che fu messa in atto su mandato della Dda di Catanzaro e non della procura di Paola. Oltretutto l’inchiesta verteva sui legami con la ‘ndrangheta e non prettamente sui reati nella pubblica amministrazione. E prima ancora di Plinius, il vuoto giudiziario.

Così, forte di chissà quale protezione, sindaci, assessori e consiglieri di ogni dove hanno scialacquato i soldi pubblici per sistemare amici, parenti, fidanzate, amanti, fedelissimi elettori e componenti degli stessi circoli politici. Tutto alla luce del sole, tutto senza mai interruzione.

Ne è scaturito che il Tirreno cosentino si è ritrovati con una serie infinita di incompetenti a gestire la cosa pubblica, i quali non solo non hanno portato all’ente alcun valore aggiunto, ma hanno persino contribuito a portarli allo sfascio. I poltronifici della pubblica amministrazione hanno consentito così lo svuotamento delle casse comunali, costringendo gli imbroglioni in giacca e cravatte ad aumentare le tasse a dismisura e a sperperare fondi destinati ad altri servizi di cui i cittadini adesso non possono usufruire. Cifre abnormi che nessuna sa la fine che gli abbiano fatto fare.

Il risultato, ancora, è stato lo sperpero incontrollato di denaro, marchette pagate a peso d’oro (molti sono eventi inutili nonché dannosi per la comunità) fatture gonfiate, bustarelle, regali ad associazioni e cooperative, appalti consegnati nelle mani dei soliti, prestanome della criminalità impiegati nei lavori pubblici per protezione e tornaconto, ma anche truffe, mancati pagamenti che hanno messo in ginocchio i lavoratori, assegnazioni illecite di case popolari, traffico di rifiuti, concorsi truccati ad arte, controllori, controllati e esecutori con lo stesso cognome, disastri ambientali, intere famiglie sistemate, rimborsi spesa da capogiro, distrazione di fondi, voto di scambio politico mafioso con esponenti di ‘ndrangheta e camorra, residenze fittizie, affidamenti legali, concessioni edilizie e chi più ne ha più ne metta. Per non parlare di quelli amministratori dovrebbero risolvere i problemi dei cittadini e che invece sono impegnati a risolvere problemi personali con abuso di alcool e ludopatia.  

Per farla breve, sull’alto Tirreno cosentino, fino all’arrivo del procuratore Bruni essere eletti significava aver fatto un terno al lotto. Quasi tutti ne hanno tratto vantaggio personale per sé e per i propri cari a scapito dei cittadini e delle loro comunità. Hanno violentato senza ritegno questa terra e il futuro di chi la abita e i risultati che sono oggi sotto gli occhi di tutti ne sono il segno evidente. Adesso chi si candiderà ad amministrare questo lembb

Negli uffici dei Comuni della costa pare che in parecchi stiano avendo pericolosi sbalzi di pressione, tanto che a qualcuno è necessitata pure qualche visita di controllo. Pierpaolo Bruni da solo non potrà cambiare sradicare completamente questo sistema e di fatto chi è un delinquente rimane tale anche se va in galera, ma una cosa è certa: è suonata la campanella nella pubblica amministrazione, parafrasando Gratteri la ricreazione è finita. Da una parte si deve pur cominciare.

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