Navi dei veleni: la proposta del M5s per istituire una commissione parlamentare d’inchiesta

La rivelazione in un post del deputato calabrese Giuseppe D'Ippolito

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Navi dei veleni: la proposta del M5s per istituire una commissione parlamentare d'inchiesta

«Ho presentato una proposta di legge per istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sulle navi dei veleni, a partire caso della “Cunski“, forse affondata al largo di Cetraro (Cs), chiuso troppo in fretta da Stefania Prestiagiacomo e Piero Grasso, allora ministro del’Ambiente e procuratore nazionale Antimafia e oggi (tornati) parlamentari. Entrambi, malgrado vi fossero palesi contraddizioni sulla ricerca del delitto, dopo perfino aumentate, hanno la responsabilità istituzionale e morale d’aver messo una pietra di tomba su quella vicenda, che oggi voglio riaprire». È quanto ha reso noto il 3 agosto scorso il deputato pentastellato Giuseppe D’Ippolito.

 

«Nonostante gli utili lavori parlamentari del passato – continua il parlamentare -, permangono troppi aspetti oscuri e interrogativi sulle navi a perdere: la morte del capitano Natale De Grazia; l’interruzione delle indagini della procura di Reggio Calabria sul presunto traffico di rifiuti tossici e radioattivi in Italia; il ruolo delle organizzazioni criminali; l’effettiva ubicazione della motonave “Cunski”; le modalità di contrasto dei poteri pubblici e lo stato dei controlli di protezione ambientale e sanitaria».

Poi conclude: «I dubbi sono alimentati anche dall’audizione in sede parlamentare del procuratore di Paola (Cs) dell’epoca, Bruno Giordano, dai particolari descritti dal giornalista Riccardo Bocca come dai documenti inquietanti pubblicati dal suo collega Gianni Lannes. Spero che la commissione nasca al più presto per completare le indagini sui fatti e portarci alla verità, attesa da anni».

La vicenda delle navi dei veleni era tornata in auge nel maggio scorso, quando il cronista del Giro d’Italia, Stefano Rizzato, fece indignare tutta la Calabria con le dichiarazioni rese durante il passaggio dei ciclisti nella città di Cetraro, ricordando l’annosa vicenda del ritrovamento di una nave inizialmente indicata come la Cunski, relitto carico di barili di veleno. Benché tempi e modi del giornalista furono reputati fuori luogo all’unanimità, soprattutto in virtù del costosissimo investimento pubblicitario della Calabria sull’evento sportivo, la polemica ha messo in luce, una volta di più, come la politica calabrese negasse con insistenza le controversie della vicenda anziché indagare su una verità che, di sicuro, ancora non è stata raccontata del tutto.

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