Parole denigratorie di Occhiuto al M5s, Melicchio replica: «Il bue chiama cornuto all’asino»

Tra Mario Occhiuto e il MoVimento 5 stelle è ormai guerra aperta

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Parole denigratorie di Occhiuto al M5s, Melicchio replica: «Il bue chiama cornuto all'asino»

Prima Mario Occhiuto aveva un acerrimo nemico, ossia Iacchite’, il sito d’informazione diretto da Gabriele Carchidi che si annovera tra i portali più letti e seguiti della Calabria con una media di 15 milioni di pagine scaricate in un mese e quasi 2 milioni di utenti unici. Più di tutti, ma proprio tutti gli abitanti della Calabria. È storia nota che gli articoli di Carchidi gli hanno provocato ansia e pressione alta, tanto da presentare il certificato medico alla procura e generare un tempestivo quanto inutile oscuramento del sito.

 

Ora i nemici del sindaco di Cosenza sono due: Iacchite’ e il MoVimento 5 stelle. Anche quest’ultimo starebbe “perseguitando” il primo cittadino, tanto da sentirsi assediato. Occhiuto ha così impugnato carta e penna e ha scritto una lettera ai cosentini per renderli partecipi dell’ennesimo complotto ordito ai suoi danni da parte di chi osa mettere in discussione il suo operato.

«Care cittadine e cari cittadini – scrive il sindaco di Cosenza – sono assediato. Sono anni ormai che tentano di fermarci in tutti i modi perché rappresentiamo il cambiamento nel modo di intendere la politica. Perché stiamo dimostrando che anche in Calabria si può cambiare. Sono oggetto da più tempo ormai di una persecuzione mediatica senza precedenti, con violenti attacchi personali di tipo denigratorio. E’ a voi tutti chiara la matrice “politica” dell’azione posta in essere: le forze della conservazione, degli intrallazzi e delle peggiori consorterie sono da sempre alleate a Cosenza con i nuovi soggetti politici che si nascondono dietro il Movimento 5 Stelle locale e tentano di arrestare le straordinarie realizzazioni poste in essere dalla mia Amministrazione».

Secondo Occhiuto, dietro la persecuzione, si celerebbe «un regista locale che ha strumentalizzato a Cosenza il Movimento 5 Stelle per propri fini e utilizza adesso il Movimento stesso e gli apparati e le strutture dello Stato contro i suoi avversari politici. Soprattutto il Ministero di Giustizia e quello dei Beni Culturali. Lo fa servendosi pure di un blog locale di cui è evidentemente complice, con i mezzi subdoli, con l’uso dei media a sua disposizione, attraverso ricattatori al soldo, con minacce dei poteri forti. È il “regista” occulto di un sistema ben strutturato e pensato: commissiona e alimenta articoli su blog locali gestiti da soggetti pluricondannati in modo da servirsene con denunce da lui stesso presentate all’autorità giudiziaria, utilizza falsi testimoni e delinquenti vari da me denunciati, fa presentare interpellanze parlamentari al Ministero di Giustizia sul tema e poi tenta attraverso i legami con l’attuale Governo di condizionare e influenzare alcuni magistrati con l’obiettivo di farmi fuori».

Ed ancora: «Identica strategia viene portata avanti strumentalizzando il Ministero dei Beni Culturali per bloccare tutte le nostre opere avviate e finalizzate alla rigenerazione e alla riqualificazione della città. Vorrebbe far demolire il Ponte di Calatrava e il Planetario (sic!), bloccare la costruzione del Museo di Alarico e delle nuove piazze, e il progetto della navigabilità dei fiumi. Nei giorni passati addirittura ho saputo che un dirigente del Mibact, tale Banchini, avrebbe telefonato ad un funzionario di un altro ente (la Provincia) per esercitare pressioni riguardo a una autorizzazione da rilasciare in favore del Comune di Cosenza. Io credo che tutti i deputati calabresi che amano il loro territorio dovrebbero far emergere e stigmatizzare a livello parlamentare queste indebite pressioni.

Abbiamo cambiato le regole e introdotto la “cultura del fare” in una regione martoriata come la nostra, con trasparenza e legalità, sfidando i potentati e gli intoccabili di sempre. E’ stata una battaglia epocale e la reazione dimostra quanto incisiva sia stata l’azione di risanamento portata avanti. Oggi ci temono ancora di più perché hanno paura che io possa essere il candidato a Governatore della Calabria. Io sono orgoglioso di essere dall’altra parte, contro questi soggetti seminatori solo di odio e cattiveria, e a favore del cambiamento. So di non essere solo perché sento la vostra vicinanza e la vostra solidarietà. Queste minacce, queste denigrazioni e questi complotti – conclude il sindaco nella lettera rivolta ai suoi cittadini – non ci fanno per niente paura e non sono nulla rispetto alla nostra voglia di non tornare indietro. Mai più”».

Alle fatiche letterarie di Mario Occhiuto, ed ai conseguenti commenti postati su facebook, si è contrapposto un irriverente Alessandro Melicchio, deputato cosentino pentastellato, che ha replicato al primo cittadino con una nota il cui titolo è tutto un programma: «Il bue chiama cornuto all’asino».

 

Ecco il testo integrale:

«Il conducente di un’auto lasciata in sosta vietata e rimossa dal carro attrezzi, comunemente, non se la prende con se stesso per aver infranto il codice della strada ed aver ostruito il passaggio a decine se non centinaia di altri cittadini, bensì se la prende con chi ha chiamato i vigili. Benché sia evidente che è il conducente ad aver torto, è comprensibile ascoltare le lamentele di chi colto in flagrante, al fine di tenere alta la sua autostima, scaglia la propria ira contro chi non ha colpa. Alla fine pagherà comunque la multa.

Stamattina ho letto un post su Facebook del primo cittadino di Cosenza, che lamenta l’intervento del MoVimento 5 Stelle in diverse problematiche cittadine. Arriva addirittura a descriverci come “psicopatici e delinquenti” solo perché, proprio come accadrebbe a un qualunque cittadino che trovi un’auto parcheggiata in divieto di sosta e chiami i vigili per accertare l’infrazione, ci siamo interessati di alcune problematiche della città che amministra.

Ora mi stupiscono una serie di aspetti tra cui il suo linguaggio, inappropriato per chi riveste una carica istituzionale. Sorprendente poi è il tentativo di ascrivere agli altri delle categorie che sono invece di lui proprie (ossia “il bue che chiama cornuto all’asino”), nonostante in città sia notorio che i cittadini pagano i suoi debiti.

Ho però anche una serie di domande da pormi. Cos’ha il sindaco da temere dall’aver attenzionato il Ministro della giustizia sul tribunale di Cosenza? Cos’ha da temere dal M5S solo per aver chiesto al MiBAC se sono state rispettate le corrette procedure autorizzative su alcune opere cittadine?

E’ una reazione scomposta e schizofrenica quella del sindaco per rispondere a degli interventi di alcuni Parlamentari che hanno semplicemente utilizzato gli strumenti propri del loro ruolo, quali gli atti di sindacato ispettivo che lui descrive invece come “comportamenti mafiosi e illegali”. Inutile dire che ci siamo mossi nella più assoluta legalità, lascia però pensare che un sindaco usi degli aggettivi tanto forti verso chi ha solo chiesto il rispetto delle regole, è forse perché lui non le rispetta il problema?

Nel suo post fa cenno alla sua probabile candidatura a governatore della regione. E’ già accaduto, ed è accaduto recentemente, che la coalizione di centrodestra esprimesse il governatore della Regione Calabria, e che questo prima di rivestire tale carica fosse stato il sindaco di una grande città calabrese. E’ accaduto anche che costui è stato poi condannato ed arrestato. Oggi un altro sindaco, quello di Cosenza, pare lanciato alla corsa per il governo della regione nelle fila del centrodestra. Chissà che la parabola non sia la stessa. Ce lo diranno i cittadini prima e la magistratura poi.

Ma davvero c’è qualche Sindaco che pensa che il 4 marzo non sia cambiato nulla? Soprattutto sulla legalità. Vorrei dire a loro di non illudersi: la mangiatoia è finita ed è incominciato il governo del cambiamento, quello che ha a cuore solo e soltanto gli interessi dei cittadini e non di lobby o comitati d’affari, quello che mette al centro delle scelte i beni comuni e sfida ogni giorno quel potere stratificato che distrugge ogni possibilità di futuro per i calabresi».

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