Praia a Mare: gli atti di vandalismo, i bulli, la delinquenza e il turismo che nessuno riesce a cambiare

Quast'anno ci lamentiamo come l'anno scorso e come dieci, quindi anni fa, l'anno prossimo sarà peggio, continueremo a lamentarci e non sarà cambiato niente. Avremo piantato altre inutili bandiere in mare mentre i topi continueranno a galleggiare nelle acque "cristalline" e avremo bruciato altre decine di migliaia di euro per soddisfare l'ego di qualcuno senza mai aver cambiato mai nulla

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Praia a Mare: gli atti di vandalismo, i bulli, la delinquenza e il turismo che nessuno riesce a cambiare

Tavolini rotti, presi a calci, accatastati, smontati, così come la cassettina della corrente elettrica. È questo quello che ogni mattina un commerciate di Praia a Mare trova al suo risveglio davanti al suo locale, i sacrifici di una vita bistrattati da una banda di ragazzini balordi senza educazione e senza regole, certamente figli di genitori scostumati e senza regole, che ogni anno puntualmente si riversano in massa sulla costa tirrenica per contribuire alla crescita economica e culturale della città dell’isola Dino. Sono gli stessi che al bar bevono un caffè in due, prendono un solo gelato per tre figli e nelle valige portano con sé pelati e carta igienica perché a casa loro costa meno. Triste e irrispettosa descrizione del turista medio della Riviera dei Cedri, che per fortuna è in minoranza, ma dannatamente vera.

 

Gianni è esasperato, non ce la fa più. Contatta le redazioni giornalistiche del posto e ieri mattina chiede a Martino Ciano di fargli da Megafono sull’emittente Radio Digiesse (clicca QUI per ascoltare). Perché denunciare è diventato inutile e ogni giorno di più si va rafforzando l’idea, sbagliatissima e fuorviante, che il giornalismo possa in qualche modo sostituirsi alla la magistratura.

Le forze dell’ordine, dal canto loro, hanno le mani legate. Quasi mezzo milione di persone lungo la costa altotirrenica concentrate in 20 giorni di agosto a fronte di poche centinaia di militari messi a vigilare è una condizione disumana. E poi, mica puoi arrestare un moccioso perché a 12 anni si fa di fumo e alcool per noia e poi va a sfogare la propria demenza in casa altrui, dove ogni euro investito in un posto in cui ormai non vale la pena nemmeno vivere è una goccia di sangue estratta dalle proprie vene.

La denuncia di Gianni, infatti, ristoratore praiese, è solo una delle centinaia di voci inascoltate. Chiunque, ovunque sul web lamenta un turismo contraddistinto da vandali e gente senza regole né cultura. Tanto che il noto velo di omertà che ha sempre contraddistinto la città dell’isola Dino, quest’anno sembra essersi squarciato sotto i colpi di incessanti, continui e dilaganti episodi di violenza, aggressioni, furti, liti, risse, atti vandalici e chi più ne ha più ne metta.

Gente che urina in pubblico, immondizia lasciata ovunque, donne dalla lite facile anche in coda dal salumiere, parcheggi e guida da arresto, padri che portano tre figli sullo scooter senza casco, soggetti capaci di generare risse anche per uno sconto di due euro al mercato. Gente che non ha mai letto un libro in vita sua, e forse nemmeno una copia di Novella 2000, che gira indisturbata armata di pistole e coltelli. Una volta i giovani uscivano in cerca di avventure, da un certo punto in poi hanno cominciato a uscire in cerca di qualcuno da massacrare ed esibire come trofeo. Quello che fa più paura di tutto ciò è che il simbolo dell’arroganza e della prepotenza siano diventate le donne, addirittura ragazzine, con l’aria di superiorità di ti guarda e pensa: «Tu non sai chi sono io». Guappi di cartone che hanno visto troppa tv.

A qualsiasi ora del giorno e della notte, bene che ti vada, si sentono schiamazzi in strada, a mare, nei supermercati, persone che di palazzo in palazzo lanciano urla disperate stile “Annaritaaaaaaaaaaaa” nella fiction Gomorra, la cui sceneggiatura è degna interprete di una cultura camorrista e delinquenziale ancora più diffusa di quanto si pensi.

Non sono tutti così, vero. C’è tanta gente perbene che alloggia dalle nostre parti, fortunatamente è la maggior parte, ma è quella che non torna più, che va via facendo la croce sulla cartina geografica alla scritta Praia a Mare. Chi invece è costretto a tornarci perché ha parenti o la seconda casa, vive barricato in casa sperando e pregando che non gli accada niente. Come quando vivi nella striscia di Gaza e invochi il Signori perché la prossima bomba non faccia esplodere te.

Di chi è la colpa? Di tutti, nessuno escluso. Dagli amministratori che piantano inutili bandiere ma non creano servizi, che sponsorizzano la città in tv ma non la migliorano, che spendono cifre esorbitanti per una tappa del giro d’Italia e poi non hanno idea di come si programmi una stagione turistica, dei proprietari di case che per amore del dio denaro affittano baracche consone più al pascolo che alla vivibilità degli esseri umani e prendono un sacco di saldi dai camorristi a patto di non chiedere documenti, dei commerciati e degli operatori turistici che vedono la denuncia dei fatti criminosi come “un male per la città”, delle associazioni che quando non c’è da prendere soldi non si organizzano, dello Stato che non manda rinforzi, della professionalità improvvisata, della sanità ci hanno tolto, delle strade sgarrupate, del mare sporco, dell’assenza di regole e di buon senso, della legge che non ci tutela, di chi assume cocaina incrementando la piazza dello spaccio, di chi non interviene quando interpellato, di chi fa finta di non vedere, di chi si gira dell’altra parte, di chi non ha mai pensato di creare ronde a proprie spese, di chi ha paura di denunciare, di chi si lascia soggiogare da questi soggetti, di chi non ha il coraggio di dirgli in faccia che noi non li vogliamo e soprattutto di chi si rifiuta per motivi incomprensibili di far diventare Praia a Mare una città video sorvegliata.

Ma tant’è. Quast’anno ci lamentiamo come l’anno scorso e come dieci, quindi anni fa, l’anno prossimo sarà peggio, continueremo a lamentarci e non sarà cambiato niente. Avremo piantato altre inutili bandiere in mare mentre i topi continueranno a galleggiare nelle acque “cristalline” e avremo bruciato altre decine di migliaia di euro per soddisfare l’ego di qualcuno senza mai aver cambiato mai nulla.

Benvenuti a Praia a Mare, la città che splende.

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