Praia, invocato l’intervento della magistratura sull’aggiudicazione di un bando comunale

L’Autorità Giudiziaria - è scritto nel comunicato - è chiamata ad agire per accertare col potere dovere attribuitogli dall'Ordinamento Giuridico presunte condotte delittuose ascrivibili a reati procedibili d'ufficio lesivi del superiore interesse pubblico,

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Praia, invocato l'intervento della magistratura sull'aggiudicazione di un bando comunale

Secondo il Comune di Praia a Mare è legittimo imporre l’obbligo di acquisto delle attrezzature usate di un privato, addirittura ad un prezzo maggiore di quello di mercato, all’aggiudicatario della Gara di Appalto per la concessione in locazione di immobili comunali, diverso dal proprietario delle attrezzature, nonché concessionario scaduto, di una parte degli immobili oggetto dell’appalto.

 

È quanto osservano alcuni simpatizzanti del Tennis Club Praia, sulla Gara di Appalto n. 7894 del 20 marzo 2018, indetta dal Comune di Praia a Mare ed aggiudicata alla Ganesha S.r.l., proprietaria dei beni usati, oggetto dell’obbligo d’acquisto imposto dall’appaltante, unica concorrente e precedente locataria dei locali adibiti a bar ristorante costituenti il lotto di gara integrato dal distinto lotto comprensivo dei due campi da tennis sui quali era scaduto l’affidamento  in locazione all’associazione sportiva.

Dal bando si rileva, che l’aggiudicatario della gara avrebbe dovuto liquidare 98.000 euro alla Ganesha s.r.l. per l’acquisto forfettario della propria attrezzatura usata, tra l’altro sommariamente descritta nell’Allegato 2 del Bando, persino privo di specifiche identificative e del prezzo dei singoli beni.

È pacifico che l’obbligo di acquisto dei beni imposto dal Comune, ai concorrenti diversi dalla Ganesha S.r.l., proprietaria delle attrezzature, viola il principio della parità di trattamento fra i concorrenti alla gara, poiché, gli aspiranti aggiudicatari diversi dalla Ganesha S.r.l, sarebbero stati obbligati a corrispondere l’esorbitante somma di 98.000 euro alla Ganesha S.r.l, mentre la proprietaria delle attrezzature ovviamente non soggiace all’obbligo imposto.

Conclamato questo dato di fatto, in mancanza di legittime ragioni idonee a giustificare l’obbligatorio acquisto dei beni privati imposto dal Comune nell’appalto pubblico, si configura in concreto il reato previsto e punito dall’art. 353 c.p. “Turbata libertà degli incanti”, finalizzato a prestabilire l’aggiudicazione della gara alla Ganesha S.r.l, distogliendo la partecipazione di tutti gli altri concorrenti col mezzo fraudolento, posto in essere  dall’imposizione dell’acquisto dei beni privati a prezzi maggiori di quelli di mercato.

Non vi è dubbio alcuno che:

  1. se alla gara di appalto il Comune non avesse imposto l’obbligo di acquisto dei beni usati della Ganesha S.r.l, altri operatori economici avrebbero partecipato oltre alla Ganesha S.r.l., risultata essere l’unica concorrente;
  2. se alla gara avessero partecipato altri concorrenti, oltre alla Ganesha S.r.l, il prezzo di aggiudicazione sarebbe stato maggiore del minimo della base d’asta al quale è stato aggiudicato;
  3. la condizione imposta nel Bando di Gara indetto dal Comune ha pregiudicato gravemente l’interesse pubblico.

Di conseguenza, accertare l’interesse sottostante la volontà del Comune di imporre  tale obbligo nella procedura di evidenza pubblica, idoneo a dirimere la partecipazione di ogni altro concorrente diverso dalla Ganesha S.r.l. risulta necessario, in considerazione del fatto che non si ravvisa alcuna utilità pubblica, nemmeno nella remota ipotesi, che  improvvidamente qualche sprovveduto operatore economico, avesse acquistato i beni della Ganesha S.r.l per aggiudicarsi la gara, atteso che i 98.000 euro, circa il doppio del massimo valore commerciale attribuibile a quelle attrezzature, sarebbe stato corrisposto alla Ganesha S.r.l e non all’Ente Pubblico appaltante.

Necessariamente l’Autorità Giudiziaria è chiamata ad agire per accertare col potere dovere attribuitogli dall’Ordinamento Giuridico presunte condotte delittuose ascrivibili a reati procedibili d’ufficio lesivi del superiore interesse pubblico, altrimenti pregiudicherebbe irrimediabilmente l’esile rapporto fiduciario tra cittadini ed istituzioni.

A.S.D. Tennis Club Praia

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