Sì alla Legge, no all’odio

Nella foto, Domenico Lucano, detto Mimmo, insieme a due piccoli immigrati ospitati a Riace

0
Sì alla Legge, no all'odio

L’arresto di Mimmo Lucano, sindaco di Riace e simbolo dell’accoglienza dei migranti, ha scatenato un terremoto politico e sociale. L’accusa della Procura della Repubblica di Locri è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

 

Il “modello Riace” è stato a lungo elogiato dai sostenitori dell’accoglienza e dell’integrazione dei profughi e richiedenti asilo, portando la rivista americana Fortune a inserire Mimmo Lucano tra i 30 uomini più influenti al mondo per via del suo impegno.

Nello specifico, ai migranti sono state concesse a titolo gratuito le case disabitate del paese, utilizzando i fondi per l’integrazione per sostenere attività di formazione e spese domestiche dei nuclei familiari. In tal modo, Riace è stata ripopolata, permettendo la rinascita delle attività commerciali e contrastando il progressivo abbandono. Un modello di civile convivenza dettato da un profondo senso di umanità dell’intera comunità.

Ora, se qualche illecito è stato commesso nella realizzazione di questo progetto, è giusto che le autorità lo accertino e la giustizia faccia il suo corso. La buone intenzioni non potranno mai imporsi sul rispetto della legge.

Quello che diventa insopportabile, però, è l’immediato attacco e criminalizzazione di un fenomeno che rappresenta una splendida eccezione in una regione devastata dal malaffare e dalla criminalità organizzata. In tempi recenti, il sindaco aveva proclamato lo sciopero della fame come segno di protesta nei confronti del Ministero dell’Interno per la mancata autorizzazione dei fondi previsti per il suo progetto.

A capo del Ministero, oggi, c’è Matteo SalviniColui che non ha avuto alcun problema a definire Lucano “uno zero assoluto”, colpevole ai suoi occhi di immaginare un paese, un’Italia, un mondo diverso. Che non dice no, che non respinge, che vuole ancora mostrarsi umano.

Un sistema nel quale chi ci crede ha capito che l’unico modo per evitare l’abbandono delle proprie case consiste nell’accogliere chi non cerca altro che un luogo dove vivere in pace, in armonia con gli altri.

Oggi, permettetemi di dirlo, non si tratta di difendere a spada tratta una persona. Se è innocente, come molti sperano, sarà la giustizia a dirlo.

Quello che da fastidio è l’esultanza becera per questa notizia.

É la strumentalizzazione di un’inchiesta appena iniziata per denigrare un modello, una visione differente da quella dominante nella maggioranza del Paese, per attaccare avversari politici ormai diventati nemici da abbattere, quando è sempre più assordante il silenzio sulla vera emergenza della terra di Calabria, la criminalità organizzata, anche essa pesantemente coinvolta nella gestione dei migranti.

É la ridicolizzazione dello sforzo di una comunità che vuole risollevarsi e guardare a un futuro migliore, a prescindere dal colore della pelle.

Per tutto questo, è necessario non abbassare la testa e difendere quanto di positivo è stato realizzato.

Luca Tritto

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here