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Alto Tirreno cosentino, il mare restituisce l’ennesimo barile arrugginito

Alto Tirreno cosentino, il mare restituisce l’ennesimo barile arrugginito

Il ritrovamento è avvenuto a Scalea in serata. Ignoto ancora il punto preciso del ritrovamento, non rivelato pubblicamente per non compromettere le indagini che gli inquirenti vorranno certamente avviare. Foto tratta dal profilo facebook di Renato Bruno

 

«Mi è stata segnalata la presenza di questo fusto da parte di un cittadino che, non sapendo di cosa si trattasse ha avvertito anche i carabinieri, che però non sono venuti. Mi sono recato sul posto per verificare, ma non si riesce a leggere molto se non l’indicazione di una nota compagni petrolifera. Il fusto contiene del materiale liquido. È stato avvisato anche il consigliere delegato alla sicurezza che, insieme alla polizia locale e uffici competenti provvederanno al suo ritiro». Così, poco fa, il consigliere di minoranza pentastellato del Comune di Scalea, Renato Bruno, ha annunciato dalla sua pagina il nuovo ritrovamento di un barile sulle coste altotirreniche, stavolta a Scalea, che preoccupa, e non poco, considerate le condizioni in cui versa e l’incognita del contenuto al suo interno ormai riversato in mare. 

Nonostante la preoccupazione, Bruno prova, per quanto possibile, a smorzare i toni spiegando di cosa potrebbe trattarsi. «Il fusto – scrive Bruno – sono riuscito a trovarlo su Google e dovrebbe essere olio motore, ma considerato come è ridotto non sta da poco in mare. La seccatura è comunque che chiami e non intervengono, ma, almeno da quanto mi hanno riferito, domani dovranno intervenire per autorizzare lo spostamento».

Ma appena sotto, lo incalza un utente: «Qui non si ha bisogno di ricerche ma di cose CERTE! Ok, può essere che sia come dici tu, ma sai se si stratta di olio motore esausto? Beh, perché se fosse così chissà quanti centinaia di fusti ci sono».

Dello stesso parere sembra essere anche un altro utente: «Ne ho trovato due pure io negli anni scorsi, è intervenuta anche l’Arpacal che mi ha poi inviato il referto. Conteneva metalli pesanti pericolosi ma non radioattivi ed era un fusto uguale a questo, escono fuori con le mareggiate. Il documento è agli atti custodito dai volontari della protezione civile di cui allora facevo parte. Penso che ci sono ancora in archivio».

Per ulteriori e più concrete informazioni, e per appurare il punto preciso del ritrovamento, si dovrà dunque attendere la giornata di domani.

 

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Francesca Lagatta

Francesca Lagatta

Video reporter, blogger e giornalista calabrese, in passato ha lavorato anche in tv. Attualmente si occupa di cronaca e di inchiesta per il web e la carta stampata. E' addetta stampa e inviata di Rete l'Abuso, l'osservatorio internazionale di reati commessi in ambito clericale.

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