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«Angelo Calvano è vivo, ecco le prove»: le ultime novità di ‘Chi l’ha visto’ sul caso

«Angelo Calvano è vivo, ecco le prove»: le ultime novità di ‘Chi l’ha visto’ sul caso

CHIEDIAMO SCUSA AI LETTORI: NELLA PRECEDENTE VERSIONE DELL’ARTICOLO AVEVAMO ERRONEAMENTE AFFERMATO CHE LA TESTIMONE FOSSE IN POSSESSO DI UN FILMATO VIDEO, IN REALTA IL VIDEO VIENE MOSTRATO ALLA TESTIMONE PER IL RICONOSCIMENTO

 

La vicenda sulla scomparsa di Angelo Calvano, conosciuto affettuosamente in paese come il “sindaco” di Santa Maria del Cedro, sparito dalla frazione Marcellina alla fine di agosto 2016, si fa sempre più intricata.

La striscia quotidiana del programma di Rai 3 ha mostrato nelle scorse ore quelle che potrebbero essere delle grosse novità sul caso, ma che purtroppo non riescono comunque a far chiarezza sul caso, almeno per il momento.

 

 

Il documento video precisa che l’avvistamento sarebbe avvenuto nel giugno scorso e cioè 9 mesi dopo la scomparsa. La teoria è supportata anche dalla testimonianza delle suore di un centro d’accoglienza lì vicino, le quali avrebbe visto passare Angelo nella loro struttura per molto tempo e quasi sempre di pomeriggio. Siamo nel cuore di Napoli. Poi però, raccontano le volontarie, di quell’uomo neanche più l’ombra.

Ma quale siano i motivi per cui la testimone passi l’informazione soltanto adesso non è chiaro. È molto probabile che la donna si sia resa conto solo in un secondo momento che si trattasse di una persona presumibilmente scomparsa, sempre ammesso che l’uomo incontrato sia davvero Angelo Calvano.

Ma questi non sono gli unici interrogativi della vicenda. Soltanto pochi giorni fa, la nostra redazione, indagando anche su un altro scomparso, il lauriota Mariano Di Lascio, aveva ripreso la notizia resa dalla stessa trasmissione qualche tempo addietro, e cioè che la scomparsa di Angelo Calvano potrebbe essere legata alle attività criminali del clan Muto di Cetraro operante su tutta la costa tirrenica (clicca qui per leggere l’articolo).

Come riportavano nello stesso articolo, inizialmente avevamo nutrito forti dubbi sulla ricostruzione, ritenendola troppo faziosa (clicca qui per leggere l’articolo). Ma nel corso del tempo, quella teoria avanzata dal cronista, e cioè che Angelo sia finito tra le grinfie degli uomini del clan per essersi trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato, sembrava prendere forza basandosi sugli unici elementi a disposizione: l’odore fiutato dai cani molecolari fino all’aviosuperficie di Scalea nei pressi di una piantagione di Cannabis successivamente sequestrata dalla Guardia di Finanza, e la netta sparizione dell’uomo di cui si sono perse completamente le tracce.

Ora, ammesso che l’uomo avvistato nel giugno scorso a Napoli sia davvero Angelo Calvano, certamente la teoria della morte per essere diventato un testimone scomodo si sgretolerebbe, ma anche alla luce di questa novità, non si può escludere che Angelo, che ricordiamo essere affetto da gravi disturbi psicologici, sia finito comunque nelle mani di qualche balordo che lo avrebbe aiutato a raggiungere Napoli bypassando telecamere e controlli.

A questo punto, per dovere di cronaca, dobbiamo necessariamente rendervi partecipi di due notizie che non possono prescindere dalla vicenda. La prima è che Angelo prendeva dei farmaci salva vita, per cui se non li ha più presi, viene difficile pensare come abbia potuto sopravvivere a lungo. Contrariamente, chi glieli prescrive? E dove li compra? La seconda notizia è che, come molte volte abbiamo scritto, Napoli è il nuovo centro degli affari del clan cetrarese dopo l’arresto del boss che ha rimescolato le carte sulla costa tirrenica. Potrebbe essere stato portato lì per ripicca da qualche soggetto losco?

Ciò non vuole rappresentare nessuna forzatura o teoria complottistica da parte nostra, ma il solo racconto dei fatti nella sua nuda e cruda verità. Per il resto, speriamo solo che Angelo sia vivo e vegeto e che anche lontano da qui stia vivendo una vita serena e dignitosa.

 

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Francesca Lagatta

Francesca Lagatta

Video reporter, blogger e giornalista calabrese, in passato ha lavorato anche in tv. Attualmente si occupa di cronaca e di inchiesta per il web e la carta stampata. E' addetta stampa e inviata di Rete l'Abuso, l'osservatorio internazionale di reati commessi in ambito clericale.

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