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Arcomagno: è il simbolo della Calabria nel mondo ma per colpa della Regione Calabria resta zona interdetta

Arcomagno: è il simbolo della Calabria nel mondo ma per colpa della Regione Calabria resta zona interdetta

Tutte le immagini contenute in questo articolo sono tratte dal web

 

È uno dei luoghi più belli e suggestivi della Calabria e per questo con il tempo è diventato il simbolo dell’intera regione, conquistando fiere turistiche e copertine di riviste patinate di altrettante compagnie di volo. Ma proprio perché è il simbolo della Calabria, la zona dell’Arcomagno di San Nicola Arcella interpreta alla perfezione paradossi e controversie di questa terra: bella da spezzare il fiato, sì, ma al tempo stesso interdetta al pubblico perché considerata pericolosa, anche dopo numerose denunce degli ambientalisti, mentre Mario Oliverio e suoi come al solito incrociano le braccia e si voltano dall’altra parte, lavandosene le mani.

A sollevare nuovamente la polemica ci ha pensato, nel pomeriggio, l’annuncio di una interrogazione presentata al presidente Oliverio da parte del consigliere Giuseppe Aieta, uno che invece le braccia preferisce usarle, spesso e volentieri, per dare voce agli amministratori e ai cittadini che gli hanno conferito il mandato.

Così ha spiegato tutta la vicenda in lungo e accorato post pubblicato sulla sua pagina.

“Tutte le classifiche mondiali sulla Calabria pongono al primo posto come luogo da visitare l’Arco Magno di San Nicola Arcella. Un arco di roccia sospeso sul mare che incornicia un’acqua spettacolare tanto da sembrare di vivere in un film.

Bene, quel luogo, se qualcuno volesse visitarlo via terra attraverso il suo suggestivo sentiero, non può farlo perché la brava Sindaca, Barbara Mele, è stata costretta a reiterare ordinanza di chiusura ai visitatori per pericolo caduta massi. Sempre la stessa Sindaca da anni combatte la sua battaglia perché la Regione Calabria tuteli il luogo simbolo della bellezza, intervenendo per mettere in sicurezza quel luogo. Cosicché, dopo reiterati viaggi a Catanzaro insieme alla Sindaca, il 31 luglio scorso ci veniva comunicato il finanziamento di € 340.000, deliberato dalla Giunta Regionale e inserito nel Piano del Dissesto Idrogeologico. Sono passati 6 mesi e ad oggi, sempre la stessa Sindaca non ha in mano la convenzione per iniziare i lavori. 

Eppure le immagini dell’Arco Magno spopolano sul Web, le utilizziamo alla Bit di Milano, le pubblichiamo sulle riviste Ryanair ( sì, quelle che Selvaggia Lucarelli ha definito roba da peracottari), le utilizziamo per dire al mondo che la bellezza è qui!

Per tutti questi motivi ho formulato al Presidente della Giunta Regionale apposita interrogazione per conoscere le responsabilità di questi ritardi e quali iniziative voglia assumere per tutelare l’immagine di questo luogo simbolo di bellezza e attrattore turistico inestimabile. 

Insomma, come dire che il Paradiso è in Calabria ma senza Angeli!”.

Insomma, una nuova stagione estiva è alle porte e quest’angolo di paradiso rischia di rimanere solo una bella immagine impressa nei ricordi di cittadini e turisti, perché questa Regione e (quasi) tutti i suoi rappresentanti sono solo l’ennesima drammatica pagina di storia politica della Calabria. Come dire, un fallimento disastroso che non ha nulla da invidiare alle amministrazioni precedenti e a quelle che (purtroppo) verranno.

 

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Francesca Lagatta

Francesca Lagatta

Video reporter, blogger e giornalista calabrese, in passato ha lavorato anche in tv. Attualmente si occupa di cronaca e di inchiesta per il web e la carta stampata. E' addetta stampa e inviata di Rete l'Abuso, l'osservatorio internazionale di reati commessi in ambito clericale.

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