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Il dolore dei ricordi

Il dolore dei ricordi

(Fonte foto: web)

Ogni volta che qualcuno va via si porta dietro un pezzo di te. E non ha importanza quanto tempo sia passato perché le ferite tornino a sanguinare.

Stasera guardavo stranamente il cielo, non lo faccio mai, e ho inavvertitamente sentito il bisogno di cercare il tuo volto tra le stelle. Sapevo che non ti avrei mai visto, eppure continuavo a scrutare il cielo cercandoti disperatamente. Sono passati più di 11 anni ma conservo intatto quel dolore dentro di me. E’ una delle cose più intime e laceranti che popolano gli angoli del mio inconscio. Non l’ho mai detto ad alta voce. L’ho scritto tante volte, spesso come in preda a convulsioni mentali, ma poi l’ho cancellato, perché poi rileggendo ho sempre provato una sorta di imbarazzo. Non che mi imbarazzasse un’emozione, mi imbarazza il dolore che questa ancora mi provoca.

E mi imbarazza sapere che in quel tuo gesto c’ero anche io, perché quasi tutto quello che è successo da lì in poi, emotivamente parlando, è stato condizionato da quell’episodio di cui io non avevo certamente responsabilità, ma che mi fa sentire tuttora in colpa per non aver capito. Ed è per questo che da quel giorno non sono più riuscita a dialogare con qualcuno senza che cercassi di guardargli nell’anima, anche se solo per pochi minuti, a volte istanti. Ho capito cosa significasse davvero esserci per qualcuno e ho compreso il valore, inestimabile, di ognuno. Delle parole, degli abbracci, degli sguardi. Che si dovrebbero regalare a casaccio e senza neppure un motivo, perché a volte possono salvare. Ma questo non mi ha consolato. Ne è conseguita ugualmente una guerra con me stessa per cercare di tenere a bada i fantasmi che affollano la mente, quelli che più provi a mettere a tacere e più gridano. Urlano, i bastardi. Come se ti scordassi di loro.

Ancora oggi temo sempre di affezionarmi a qualcuno per paura di perderlo e quando puntualmente succede torno un po’ a morire. Ogni volta. Ma gli altri non se ne curano. In fondo, non possono saperlo. Entrano ed escono dalla mia vita a proprio piacimento e quando se ne vanno io neppure li inseguo, non li cerco. Rimango immobile e loro pensano che io sia fredda o cattiva, talvolta, mi dicono, che io sia senza cuore. In realtà il dolore mi frena, sono incapace di reagire.

Poi, sai, col tempo ho imparato a conviverci con quei ricordi, i nostri, e ho capito che dovevo riempirmi la vita di cose e persone a volte anche inutili, purché riuscissero a sovrastare, come una musica ad alto volume, i pensieri chiusi a chiave nella testa.

Ma quando arriva la notte, maledetta, il silenzio diventa una melodia ossessiva.

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Francesca Lagatta

Francesca Lagatta

Video reporter, blogger e giornalista calabrese, in passato ha lavorato anche in tv. Attualmente si occupa di cronaca e di inchiesta per il web e la carta stampata. E' addetta stampa e inviata di Rete l'Abuso, l'osservatorio internazionale di reati commessi in ambito clericale.

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