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Il libro di Gianluigi Nuzzi: «Madre Teresa aveva un maxi-conto allo Ior»

Il libro di Gianluigi Nuzzi: «Madre Teresa aveva un maxi-conto allo Ior»

L’anticipazione di «Peccato originale» (Chiarelettere), il nuovo lavoro del giornalista e scrittore, che torna a indagare sui segreti della Santa Sede

 

Madre Teresa di Calcutta aveva un conto corrente allo Ior talmente grande che, si dice, se lo avesse chiuso l’istituto avrebbe rischiato il default. Gianluigi Nuzzi spiega così uno dei temi principali del suo libro, «Peccato originale» in uscita per Chiarelettere.

«In Vaticano c’è un blocco di potere che ostacola l’azione riformatrice di Francesco così come ha fatto con Benedetto XVI – spiega il giornalista – esisteva con Marcinkus e la sua gestione parallela dello Ior ed esiste ancora oggi». Cosa c’entra questo «blocco» con la santa di Calcutta? «Il suo conto nella banca del Vaticano è la prova che questi signori erano e sono tuttora all’interno della Curia e di loro ci si fida. Lo ha fatto anche madre Teresa che, si racconta, entrava allo Ior da una porta secondaria ed era accolta da monsignor De Bonis, il braccio destro di Marcinkus».

Nel libro, Nuzzi scrive che quando Paolo VI nominò il prelato americano presidente dell’istituto di credito vaticano nel 1970, questi volle al suo fianco monsignor De Bonis. «Da quel momento l’asse di potere si rafforzò giorno dopo giorno – si legge nel libro – De Bonis era un fine conoscitore di ogni meandro segreto della banca. E si muoveva con destrezza nei sacri palazzi, mostrando più familiarità con il jet set del cinema che con le anime bisognose di conforto dei fedeli, più affinità con gli uomini dei palazzi romani che con i poveri di madre Teresa».

Fonte: La Stampa

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Francesca Lagatta

Francesca Lagatta

Video reporter, blogger e giornalista calabrese, in passato ha lavorato anche in tv. Attualmente si occupa di cronaca e di inchiesta per il web e la carta stampata. E' addetta stampa e inviata di Rete l'Abuso, l'osservatorio internazionale di reati commessi in ambito clericale.

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