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Intimidazione mafiosa a don Ennio Stamile, l’antimafioso Magorno resta impassibile

Intimidazione mafiosa a don Ennio Stamile, l’antimafioso Magorno resta impassibile

Non tutti forse sanno che il diamantese Ernesto Magorno (nella foto) non è solo l’unico deputato della Repubblica italiana eletto a rappresentare l’alto Tirreno cosentino da 5 anni a questa parte, ma come si evince dal sito ufficiale della Camera è anche componente della Commissione parlamentare antimafia, ossia, la commissione d’inchiesta bicamerale del Parlamento italiano, composta da 25 deputati e da 25 senatori, con sede a palazzo San Macuto a Roma, che si occupa del fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali. 

 

Magorno, come dicevamo già alcuni giorni fa, deve avere seri problemi con la comunicazione, e pertanto il fatto di non aver mai proferito parola sulle minacce ai giornalisti perpetrate in questo lembo di terra pensavamo fosse per via del tragicomico rapporto con la stampa. In realtà da quando veste i panni dell’ “antimafioso” non ha proferito parola nemmeno per gli attentati incendiari mafiosi, per gli episodi di arroganza mafiosa e nemmeno sull’epocale arresto del sanguinario e temutissimo boss Franco Muto, avvenuto un anno e mezzo fa, ma qui a dire il vero pensavamo si trattasse di un blocco dovuto al senso di spregio che si avverte solitamente verso certi uomini del suo calibro. Però silenzio mantenuto sulla triste vicenda dell’intimidazione a don Ennio Stamile, parroco a Cetraro e referente regionale di Libera, davvero non ce lo spieghiamo.

Il parroco l’altra sera è rimasto vittima di un vero e proprio atto intimidatorio in pieno stile ‘ndranghetistico, da far gelare il sangue. Al ritorno da una cena al ristorante ha trovato appeso allo specchietto della sua auto una testa di capretto mozzata. Una scena che oltre all’inequivocabile significato, fa venire la pelle d’oca solo a immaginarla e che ha scatenato le più disparate reazioni anche dal mondo della politica. Ma Magorno invece resta muto come un pesce, nemmeno una parola di condanna a un simile gesto, un post, una nota, una sillaba, un riferimento. Nulla.

La parola però deve averla persa negli ultimi anni, perché quando era ancora sindaco di Cetraro e don Ennio Stamile era già bersaglio di ignoti balordi, la solidarietà Magorno la esprimeva eccome.

«Il Sindaco di Diamante, l’Avv. Ernesto Magorno si legge in una nota ancora consultabile sul sito del Comune -, ha inviato un messaggio di solidarietà al Parroco di Cetraro Don Ennio Stamile, colpito in pochi giorni da ripetuti atti intimidatori. Nella lettera si legge: “Rev. Don Stamile, desidero esprimerle, a nome mio e di tutta l’Amministrazione Comunale, i miei sentimenti di solidarietà e di vicinanza per i gravi atti intimidatori di cui lei è stato vittima nei giorni scorsi. Interpretando il sentimento dei miei concittadini voglio altresì incitarla a proseguire, con rinnovato vigore, la sua coraggiosa ed incisiva azione in favore dell’affermazione della legalità ed in difesa dei cittadini più deboli. La comunità di Diamante è e sarà al suo fianco nella consapevolezza che la straordinaria e meritoria azione di chi come lei contrasta ogni tipo di mafia, non deve essere soggetta ad alcuna intimidazione, ma rappresentare un esempio ed una guida per tutti ed in particolar modo per le giovani generazioni, alle quali dobbiamo assicurare un futuro di giustizia e di legalità”».

Poi cosa sia accaduto nel passaggio da sindaco a parlamentare, nessuno lo sa.

 

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Francesca Lagatta

Francesca Lagatta

Video reporter, blogger e giornalista calabrese, in passato ha lavorato anche in tv. Attualmente si occupa di cronaca e di inchiesta per il web e la carta stampata. E' addetta stampa e inviata di Rete l'Abuso, l'osservatorio internazionale di reati commessi in ambito clericale.

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