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Lettere alla redazione: «All’ospedale di Cetraro si può ancora morire con dignità»

Lettere alla redazione: «All’ospedale di Cetraro si può ancora morire con dignità»

Fonte foto: Zoom24

“La Vita è strana, non ha bisogno di consensi e il dolore si palesa senza preavviso. Una donna speciale, una moglie, mamma e nonna esemplare, in un fatidico momento della sua Vita, dopo innumerevoli percorsi tortuosi, incontra il Tumore.

Una nube nera scende sull’intera famiglia, lo scompiglio misto a paura regna sovrano. Si cercano soluzioni, si indaga si chiedono i perché. Non esistono ragioni , il dolore diventa accecante, fisico. Si piange, si impreca e contemporaneamente con lucidità maniacale si interpellano “professoroni”. Unica e solita risposta: «PREPARATEVI».

Diventa sostanziale affidarsi a chi di competenza, ma da questa parte solo scarsa attenzione. «Tanto c’è poco da fare». L’impotenza diventa padrona dell’esistenza dei familiari, non si vive più, si corre ai ripari: Roma, Perugia, Pisa, Bari… continuando ancora a credere nella medicina nucleare, nell’immunoterapia, mentre la “Belva” continua ad impadronirsi del corpo della “Mamma Super” e delle menti dei propri figli.

I Reparti di Oncologia interpellati sul territorio, addetti ai controlli dei pazienti chemioterapici, sono privi di strumenti per i controlli cardiaci o per un’eventuale nuova “eco addome”. Tale condizione, talmente avversa si scaglia come un anatema contro i familiari. Ulteriore soggiorno in una clinica del territorio e mentre l’ascite la fa da padrona, arrivano però le dimissioni, si torna a casa preoccupandosi altresì di provvedere sempre autonomamente, e quindi anche dell’aspetto burocratico del problema, alla richiesta di un intervento di assistenza domiciliare per le cosiddette “cure Palliative”. Lasciati soli anche in questa incombenza!

In una mattina in cui splende il sole, a dispetto delle sofferenze del mondo, ci si reca nel Nosocomio del territorio intestato al dr G. Iannelli, con sede in Cetraro, precisamente in località Testa. La cittadella ospedaliera accoglie l’ammalata nel suo reparto di medicina, in pari data per l’ammalata e la famiglia si apre uno scenario completamente diverso: professionalità, umanità, esperienza e comportamenti eccellenti fanno da sfondo al loro dramma. Infermiere/i al capezzale con competenza e senza remore, capaci di tranquillizzare e rendere le terapie da applicare cosa semplice e quasi nella “normalità”. Medici disponibili al consulto e a nuove terapie da poter eventualmente applicare; medici di reparto in contatto con medici di altre strutture, per discutere di una piccolissima eventualità di nuovo intervento farmaceutico. Eccezionali persino nel dispensare il cibo quotidiano, attenti alle forniture di cibi da poter far deglutire senza sforzo; alle medicine somministrate con attenzione certosina. Il controllo costante alle funzionalità organiche della paziente.

Quello che sconvolge o meglio ciò che meraviglia è che tali trattamenti sono prassi per l’ammalata in oggetto, quanto per tutti gli altri ammalati presenti nel reparto di medicina. Oggi, che purtroppo il dramma si è concluso, lasciando dietro di sé un cumulo di vite in cerca del conforto, riteniamo opportuno ringraziare quanti lavorano, o meglio vivono la loro missione, nel Reparto di Medicina dell’ospedale civile di Cetraro, per la loro abnegazione, la loro umanità e professionalità.

La nostra testimonianza vuole solo portare all’attenzione dell’intera collettività le ECCELLENZE presenti nel nostro Nosocomio”.

MARISA OLEASTRO

GRAZIA ANNA OLEASTRO

ANTONELLA OLEASTRO

VINCENZO OLEASTRO

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Francesca Lagatta

Francesca Lagatta

Video reporter, blogger e giornalista calabrese, in passato ha lavorato anche in tv. Attualmente si occupa di cronaca e di inchiesta per il web e la carta stampata. E' addetta stampa e inviata di Rete l'Abuso, l'osservatorio internazionale di reati commessi in ambito clericale.

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