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Non c’è pace per Platì: si dimettono quattro consiglieri, tra cui il vicesindaco

Non c’è pace per Platì: si dimettono quattro consiglieri, tra cui il vicesindaco

Nella foto, il sindaco di Platì Rosario Sergi prima di un incontro con le altre istituzioni

 

«Per motivi personali si sono dimessi quattro consiglieri di cui il vicesindaco e l’assessore al Personale. Sono amareggiato, ho 14 progetti finanziati da appaltare per svariati milioni di euro, questa mortificazione gli elettori di Platì non la meritano dopo le dimissioni un anno e mezzo fa dell’intera minoranza». È un Rosario Sergi molto provato quello che questa mattina comunica alle redazioni i tristi risvolti politici della sua cittadina, seguiti in queste ore dalla Prefettura.

Una decisione improvvisa, quella dei quattro consiglieri, che squarcia la quiete apparentemente ritrovata di una cittadina martoriata dalla stampa e da lunghi commissariamenti. È probabile che le dimissioni degli eletti possano ora far cadere l’intera amministrazione guidata da Sergi, gettando nuovamente Platì e i platiesi tra le polemiche.

Un vero e proprio peccato, dopo le lodevoli iniziative intraprese dal sindaco in questo anno e mezzo di mandato. Solo una ventina di giorni fa, Sergi era stato eletto componente della Consulta Calabrese dei Piccoli Comuni, quelli sotto i 5mila abitanti (che rappresentano circa l’80% della totalità), mentre tre giorni addietro aveva dato la notizia della nascita di un giornalino comunale, ulteriore strumento di democrazia.

D’altronde l’attuale avventura politica di Rosario Sergi, assicuratore ed ex consigliere comunale nelle passate amministrazioni, non era nata sotto una buona stella. Il sindaco era arrivato alle elezioni dopo una campagna elettorale al vetriolo, le cui vicende erano finite sulla stampa nazionale dopo la reggina Anna Rita Leonardi, dirigente del Pd, aveva accettato la sfida di candidarsi a sindaco per vincere le pressioni della malavita locale. La candidatura, poi mai concretizzatasi per volere del Pd nazionale a poche ore dalla presentazione delle liste, non era stata mai vista di buon occhio dai platiesi, sia per la soffocante attenzione mediatica che ne era scaturita, sia per le critiche scagliate contro il Partito Democratico. Così era stato Sergi a candidarsi dopo una lotta estenuante contro la Leonardi, durante la quale non erano mancati i colpi bassi. Ma tra i due si era inserita a sorpresa Ilaria Mittiga, figlia dell’ex sindaco Francesco, prima arrestato in una operazione anti ‘ndrangheta, poi prosciolto da ogni accusa. Ma le polemiche non si erano placate, perché di Rosario Sergi si chiacchierava per una presunta parentela con il boss Barbaro. Alla fine la spuntò lui, Platì aveva finalmente un sindaco e non un commissario, ma Mittiga infilò il dito nella piaga quando a poche ore dalle elezioni si dimise insieme a tutta la compagine della minoranza. Sergi era andato avanti tra mille difficoltà ma nonostante tutto aveva dimostrato di tenere davvero a Platì e alla sua rivoluzione culturale, inanellando una serie di iniziative tutte rivolte ai giovani e alla legalità. Per lui erano arrivati anche i primi riconoscimenti e l’approvazione da parte delle istituzioni di svariati milioni di euro per progetti che avrebbero risollevato le sorti di quel paesino per anni dimenticato da Dio e dal mondo.

Stamattina l’epilogo, che potrebbe mettere definitivamente fine al mandato di Sergi, facendo ripiombare i platiesi nell’incubo di un nuovo commissariamento.

 

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Francesca Lagatta

Francesca Lagatta

Video reporter, blogger e giornalista calabrese, in passato ha lavorato anche in tv. Attualmente si occupa di cronaca e di inchiesta per il web e la carta stampata. E' addetta stampa e inviata di Rete l'Abuso, l'osservatorio internazionale di reati commessi in ambito clericale.

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