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Ospedale di Praia a Mare, l’intervista shock a Cesareo: «Non esiste, mi pagano per non fare nulla»

Ospedale di Praia a Mare, l’intervista shock a Cesareo: «Non esiste, mi pagano per non fare nulla»

Il direttore Vincenzo Cesareo parla senza filtri della finta riapertura dell’ospedale di Praia a Mare

 

È il direttore sanitario di un ospedale che non esiste, si è auto denunciato alla Corte dei Conti perché destinatario di uno stipendio che non gli spetterebbe e in merito alla falsa riapertura dell’ospedale di Praia a Mare ha inoltrato alla Procura di Paola una denuncia per il reato di abuso della credulità popolare finalizzata al voto di scambio, che se coinvolge tre o più persone fa scattare anche l’accusa di associazione a delinquere. Vincenzo Cesareo, sempre lui, l’incubo dei dirigenti dell’Asp di Cosenza e affini, torna a scuotere gli animi di perbenisti e sbandieratori con rivelazioni clamorose.

“Promosso” direttore dell’inesistente ospedale di Praia a Mare casualmente dopo la denuncia dei fatti avvenuti nell’ospedale che ha diretto precedentemente per cinque anni (clicca qui per leggere l’articolo), Cesareo ha letteralmente vuotato il sacco in questa intervista rilasciata in esclusiva alla nostra redazione.

È un fiume in piena Cesareo, l’ospedale non esiste, continua a ripetere, e questa non è certo una novità, visto che lui e la stampa locale avevano già in passato ribadito il concetto più e più volte, inimicandosi tutti quelli che invece volevano far credere il contrario, di cui un paio risultano essere nuovamente in corsa per la poltrona di parlamentare alle imminenti elezioni politiche. Si tratta dei deputati Enza Bruno Bossio ed Ernesto Magorno, i quali, nonostante una sonora sentenza del Consiglio di Stato, hanno lasciato intendere in diverse occasioni che in realtà le sorti dell’ospedale siano dipese e dipenderanno ancora dalla loro volontà. Di qui il sospetto, già più volte denunciato dalla nostro giornale, che la vicenda possa diventare oggetto di ricatto.

Ma non è tutto. Cesareo parla di una richiesta delle attrezzature utili alla riorganizzazione di un vero e proprio nosocomio, che però non sono stati ancora inviati, così come il personale medico, parla di una magistratura con la testa sotto la sabbia che lascia cadere le denunce nel vuoto, e avverte: prima o poi succederà qualcosa di grave, visto che il punto di primo intervento è più verosimilmente un punto di primo “pericolo”.

Questo e tanto altro ancora nelle video intervista pubblicate di seguito nelle versioni “anteprima” e “integrale”.

Buona visione.

 

 

 

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Francesca Lagatta

Francesca Lagatta

Video reporter, blogger e giornalista calabrese, in passato ha lavorato anche in tv. Attualmente si occupa di cronaca e di inchiesta per il web e la carta stampata. E' addetta stampa e inviata di Rete l'Abuso, l'osservatorio internazionale di reati commessi in ambito clericale.

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