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Servizio civile a Diamante: cittadini, e un ricorso, denunciano una ‘parentopoli’

Servizio civile a Diamante: cittadini, e un ricorso, denunciano una ‘parentopoli’

Nonostante il tentativo di mettere una toppa sembra proprio si sia trattato di servizio (in)civile.

Diamante, non smette mai di essere piccante. In queste ore serpeggia una spy-story che sembra avere tutti i contorni di una vera e propria parentopoli. Purtroppo, però, forse stavolta dalle parti di Piazza Municipio l’hanno fatta davvero grossa.

Per prima cosa si lamenta nel Paese, la scarsa pubblicità. Il bando per il Servizio Civile Nazionale, stante la perenne crisi in cui versano molti nuclei familiari della città dei murales, nonostante il luccichio estivo, a detta di molti avrebbe necessitato pubblica affissione, non tutti sono assidui frequentatori dell’albo pretorio e dell’albo on-line.

Passato del tempo, dopo che qualche fortunato e ben informato cittadino ha fatto domanda di partecipazione, è stato pubblicato il calendario dei colloqui e, non trovando il proprio nominativo in elenco, pare che uno o più esclusi abbiano presentato ricorso avverso tale provvedimento.

La notizia, però non è solo l’esclusione di alcuni, pare che uno di questi fosse figlio di un Brigadiere (mai a mettersi contro la Benemerita con questi chiari di luna), ma il fatto che almeno quattro degli ammessi erano parenti di amministratori e dipendenti comunali ritenuti molto vicini alla maggioranza di governo del paese.

Esaminiamoli uno per uno.

  • Sara De Pascale, di solito adibita ad assistenza alunni sugli scuolabus comunali è figlia del gestore di uno stabilimento balneare, coniugato con la sorella della moglie dell’ex-dipendente comunale Vidiri Vincenzo, tuttora di fatto in servizio presso l’Ente mediante Progetto “Nonno non solo”.
  • Francesco Fittipaldi è figlio del Dipendente Comunale Giuseppe, addetto all’Ufficio Protocollo e di recente rimasto coinvolto nell’Operazione Murales, una retata di presunti pusher.
  • Alessandro Leo, gestore di fiorente attività di somministrazione alimenti e bevande nel Centro Storico cittadino è figlio di una delle dipendenti dell’Ufficio Welfare che gestisce il Bando, nonché nipote dell’Assessore al Turismo Maiolino.
  • Alyssia Bruno, studentessa, è figlia di Lorella Vidiri, esternalizzata dell’Ente, addetta a servizi inerenti la raccolta differenzia, nonché nipote diretta del predetto Vincenzo Vidiri.

La notizia dei ricorsi e forse la paura che potesse occuparsi del bando la Procura guidata dal “mastino” Pierpaolo Bruni, a detta dei bene informati, hanno fatto desistere dal proseguire nella strada tracciata, pertanto si è arrivati alla dolorosa decisione di annullare la prima convocazione e riammettere uno o più esclusi. Ovviamente non è detto che la loro riammissione comporti l’esclusione di qualcuno dei soggetti citati.

Gli ammessi saranno riconvocati, si legge nell’avviso, entro il nove ottobre prossimo.

In molti si chiedono il perché di questo lungo rinvio, dal momento che si tratta solo di dare il tempo alle convocazioni di arrivare ai domicili dei candidati. E’ presto detto, la convenzione di segreteria che doveva rendere più efficiente ed economica la macchina amministrativa, si è rivelata un flop.

Non è comunque il primo bando di selezione che salta. Già in un recente passato una procedura era stata annullata in autotutela, ma tutti sospettano che anche in quel caso la causa sia stata il circolare del nome del papabile vincitore. Non è stato assunto il figlio in quel caso, ma si è trovato posto al padre (e ad altro fedelissimo del primo cittadino) con mansione non retribuita dall’Ente ma soggetta a pareri, rilasciati “senza altra utilità”?

di G.L.

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Francesca Lagatta

Francesca Lagatta

Video reporter, blogger e giornalista calabrese, in passato ha lavorato anche in tv. Attualmente si occupa di cronaca e di inchiesta per il web e la carta stampata. E' addetta stampa e inviata di Rete l'Abuso, l'osservatorio internazionale di reati commessi in ambito clericale.

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