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Troya (Aned): «Guccione scende in campo a tutela del portafogli, non del malato»

Troya (Aned): «Guccione scende in campo a tutela del portafogli, non del malato»

Il giornalista belvedere Antonello Troya (nella foto), coordinatore provinciale Aned (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e trapianto), risponde alle esternazioni di Carlo Guccione, scaturite in seguito alle dichiarazioni al vetriolo rilasciate ieri dal direttore dell’ospedale di Praia a Mare, vincenzo Cesareo, durante una nostra intervista (clicca qui per leggere l’articolo e guardare la video intervista)

 

Le patetiche dichiarazioni sull’ospedale di Praia del consigliere deputato Carlo Guccione, rasentano il ridicolo se pronunciate da un elemento di spicco del partito di governo nazionale e regionale di spessore quale lui è. Guccione, ci sembra di capire, scopre l’acqua calda.

Dopo mesi e mesi di denunce, di innominabili e irraccontabili passerelle fatte dai suoi alleati e colleghi di governo regionale ora il consigliere regionale più votato della Calabria cerca di mettere una pezza a colori e di voler far denunciare, ad altri ovviamente, ciò che la stampa denuncia ormai da tempi non sospetti. Prendesse carta e penna, il caro Carletto, e andasse in Procura.

Allorquando la sua mancata decisione di mettere in crisi Oliverio è miseramente fallita, ora si accorge che esiste una struttura che purtroppo è stata oggetto dapprima di clientele e poi di elementare campagna elettorale. Dov’era Guccione quando Enza Bruno Bossio, Ernesto Magorno, Oliverio tagliavano nastri e nastrini e minacciavano catene e catenelle. L’ospedale di Praia è una struttura che va potenziata e non diventare lo zimbello della politica casereccia, di cui, e mi dispiace dirlo, anche Guccione fa parte. Dov’era Guccione quando denunciavamo tali inadempienze. Quando pubblicavamo le foto dei servizi di mensa decisamente fuori ogni logica di igiene. Dov’è Guccione quando un paziente sta male, arriva al Pronto soccorso, e si vede allungare i tempi di intervento perché manca di tutto e naturalmente i reparti.

Guccione sa che alcuni suoi compaesani cosentini anestesisti hanno preso in soli due mesi di trasferta 76 mila euro, 60 euro l’ora, in barba alle più elementari norme di buon senso in tutela del portafoglio dei calabresi? Lo sa Guccione che sono stati fatti concorsi senza autorizzazione regionale e poi, naturalmente miseramente annullati? Sembra che per il deputato regionale sia più importante segnalare che il Direttore sanitario prenda uno stipendio senza fare nulla che non garantire i livelli minimi di assistenza ai malati, ai pazienti, a chi ha bisogno. Questo è il “nuovo” che avanza! O Guccione fa finta di non vedere o ha collaboratori che non sanno fare il proprio dovere.

Sono cose che denunciamo sulla stampa da mesi e che erano viste anche come contrarie alla ricollocazione della struttura nell’ambito del panorama ospedaliero territoriale. Di tutto ciò l’Aned, l’associazione dializzati nazionale di cui faccio parte, ne ha fatto un terreno di battaglia. Abbiamo denunciato i servizi di rimborso per i disabili, i mancati interventi con le ambulanze. Parole ascoltate dagli organi commissariali e tenuti nella debita considerazione ma completamente ignorati dal partitismo regionale di cui Guccione fa parte.

A mia tutela come paziente del reparto dialisi e a tutela dei calabresi che hanno diritto ad un livello elementare di assistenza tramite il mio avvocato, abbiamo presentato da tempo ormai una diffida nei confronti della direzione dell’Asp. Sfido Guccione a venire a Praia a Mare. A toccare con mano ciò che succede. Facciamola insieme questa battaglia. Chissà che non cambi qualcosa.

 

Antonello Troya

Coordinatore provinciale Aned

Associazione nazionale dializzati

 

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Francesca Lagatta

Francesca Lagatta

Video reporter, blogger e giornalista calabrese, in passato ha lavorato anche in tv. Attualmente si occupa di cronaca e di inchiesta per il web e la carta stampata. E' addetta stampa e inviata di Rete l'Abuso, l'osservatorio internazionale di reati commessi in ambito clericale.

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