Sanità e commissariamento, il viaggio a Roma di Oliverio si conclude con un nulla di fatto

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Sanità e commissariamento, il viaggio a Roma di Oliverio si conclude con un nulla di fatto

Mario Oliverio da Beatrice Lorenzin per chiedere la fine del commissariamento della sanità calabrese e il sollevamento dell’incarico a Scura ma ottiene la misera promessa di una relazione sulla grave situazione della sanità calabrese al Consiglio dei Ministri. Di fatto, il nulla
 
Tutto come (ampiamente) previsto: il viaggio a Roma di Mario Oliverio è stata l’ennesima perdita di tempo, nonché un inutile sperpero di denaro pubblico. Altro che catene (leggi l’articolo) e fine del commissariamento (leggi l’articolo).
«Il Ministro Lorenzin ha condiviso le nostre preoccupazioni ed ha assunto formale impegno di relazionare sulla grave situazione della sanità calabrese al Consiglio dei Ministri», ha detto poco fa il presidente all’agenzia di stampa Ansa in relazione all’incontro che ha avuto oggi pomeriggio col Ministro della Salute sulla situazione della Sanità in Calabria.
In sostanza non hanno deciso nulla e non succederà nulla fin quando da Roma non avranno un motivo valido, in termini politici, per mettere fine al commissariamento, così come hanno fatto pochi giorni fa con la regione Lazio, seconda regione italiana ad uscire dal commissariamento su 16 regioni commissariate.
Di sollevare il commissario ad acta alla sanità Massimo Scura, poi, nemmeno a parlarne. Infatti nelle dichiarazioni ufficiali il presidente della giunta regionale Mario Oliverio non l’ha neppure nominato. In compenso, dice ancora all’Ansa, «ho ribadito al Ministro Lorenzin le mie forti preoccupazioni (come se la Lorenzin non le conoscesse, ndr), condivise dalla quasi totalità dei sindaci calabresi, circa la grave condizione in cui versa il Servizio sanitario in Calabria. I dati certificati anche dal Tavolo dei ministeri Vigilanti, Mef e Ministero della Salute, la scorsa settimana sono la conferma di una gestione dei risultati fallimentari di sette anni di commissariamento. È inaccettabile che i calabresi continuino a sopportare il massimo della tassazione con i servizi sanitari meno efficienti ed inadeguati d’Italia. Siamo di fronte ad una spirale negativa che bisogna assolutamente spezzare».
Si conclude così, con queste parole, l’ennesima presa in giro ai cittadini calabresi sulla peggiore pagina di storia di sanità e politica che la Calabria ricordi.

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