Non gufi, solo cronisti: sull'ospedale di Praia dicevamo il vero, Scura non vuole la riapertura

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Non gufi, solo cronisti: sull'ospedale di Praia dicevamo il vero, Scura non vuole la riapertura

(Fonte foto: Fabio Sardella)
«Gufi», «sensazionalisti», «disfattisti», «bastian contrari», «guastafeste», «prezzolati», «corrotti», sono solo alcuni degli aggettivi che sono stati rivolti a noi cronisti che sulla vicenda della riconversione dell’ospedale abbiamo mantenuto una certa prudenza. Non perché gufi, appunto, o disfattisti, ma perché certamente in possesso di carte e informazioni difficili da reperire al di fuori delle redazioni.
Ma molta persone, e certi paladini, avrebbero voluto che partecipassimo all’annuncio della riapertura sparando i fuochi d’artificio e scrivendo, ben in vista, i nomi di coloro i quali avrebbero contribuito al miracolo. Pubblicando ogni sorta di pseudo comunicato auto incensante inviato ai nostri indirizzi di posta.
Per fortuna che invece non siamo né gufi, né corrotti, né prezzolati che riusciamo a dare informazioni con estrema lucidità, senza lasciarci toccare minimanete da offese e insulti con i quali vorrebbero piegarci al loro volere.
Ironia della sorte, la prova arriva proprio grazie a uno dei maggiori accusatori, Gino Domenico Spulitu, che in seguito al suo ennessimo sciopero della fame per rivendicare il diritto alla salute, è arrivata la dichiarazione ufficiale del commissario ad Acta Massimo Scura, il quale non fa altro che mettere nero su bianco ciò che il collega Martino Ciano ed io abbiamo ripetuto allo sfinimento anche quando nessuno voleva sentirselo dire, e cioè che è assolutamente contrario alla riapertura del nosocomio praiese. Peccato che sia proprio lui la chiave di volta della riapertura.
Secondo quanto riferisce Ciano sul sito di Rete3 Digiesse, Scura ribadisce che «il nosocomio della Città dell’Isola Dino si trova in un bacino di utenza inferiore ai cinquantamila abitanti; il Pronto soccorso più vicino a Praia a Mare non è quello di Cetraro, bensì, quello di Belvedere presso la clinica Tricarico, ed è regolarmente inserito nella rete di emergenza-urgenza; il Pronto soccorso della clinica ha dai 10 mila ai 12 mila accessi all’anno; inoltre, sempre questa clinica, ha 28 posti letto in Chirurgia; infine, la clinica Cascini, sempre a Belvedere, ha altri 22 posti di chirurgia.
Detto in soldoni, Praia a Mare non ha bisogno né del Pronto soccorso, perché ne ha uno a meno di sessanta chilometri; né di una Unità di Chirurgia». In altre parole: l’ospedale a Praia a Mare non s’ha da fare.
E ora chi lo dice a Spolitu e a tutti gli altri che avevano ragioni noi, purtroppo, anche stavolta?

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