Lettere alla redazione | "Tedeschellum, pentastellati traditori? Ecco come hanno votato Enza Bruno Bossio e Ernesto Magorno

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Nei giorni scorsi ha tenuto banco la vicenda del voto che ha fatto saltate il patto dai piedi d’argilla messo in scena sul cosiddetto Tedeschellum, ovvero la tanto attesa legge elettorale che ci avrebbe consentito di rinnovare il Parlamento insieme ai tedeschi, il 24 settembre o giù di lì. Ma più passano le ore e più si fa evidente che si era alla ricerca dell’incidente parlamentare.
In una prima analisi in tanti si sono soffermati sul fatto politico, almeno secondo le vecchie regole della politica, secondo i Cinquestelle, ovvero: se fai un patto e per uno dei firmatari il Feudo Trentino non si tocca, nel momento in cui presenti un emendamento in aula e poi lo voti dai l’impressione di voler far saltare il patto.
Col passare delle ore è partita la conta dei franchi tiratori e la ricerca dei loro nomi, fidandosi delle lampadine del tabellone elettronico. Il giornalista Franco Bechis di Libero Quotidiano ne avrebbe indivisuato 18 nelle fila del PD, altrettanti risultavano “in missione”. Fra i 18 Bechis annovera la cosentina Enza Bruno Bossio e l’ex-renziano di ferro Gutgeld (a suo dire), ma dal resoconto d’aula risulterebbe che alcuni di loro avrebbero votato contro, come indicato dal delegato d’aula, al primo voto erroneamente palese ed aver partecipato alla seconda votazione a scrutinio segreto, quindi non si può essere certi che abbiano votato a favore dell’emendamento incriminato.
Diverso è il caso di chi ha votato contro in votazione palese e non ha partecipato al voto a scrutinio segreto, ebbene questi sono sicuramente voti mancanti al novero di quelli contrari e dato che il Gruppo PD vanta 282 deputati, al netto dei 18 in missione, se tutti avessero partecipato alla votazione e votato contro, l’emendamento abbinato 1512-1535, primi firmatari Fraccaro (M5S) e Biancofiore (FI) non sarebbe passato.
Indovinate chi rientra in questa fattispecie? Nientepopodimeno che il nostro Ernesto Magorno!
Per completezza d’informazione M5S aveva depositato giorni prima il suo emendamento analogo a quello della Biancofiore, come da regolamento ed il Relatore di Maggioranza Fiano (PD) nulla aveva obiettato alla dichiarazione di voto favorevole del Gruppo M5S, resa da Fraccaro, intervenuto dopo la Biancofiore, salvo poi fare il leone ferito in tv e sui social per cercare in maniera infausta di far ricadere la colpa sui grillini. Se veramente ci teneva il PD a non far saltare il patto, Fiano avrebbe dovuto chiedere il ritiro dell’emendamento abbinato.
Qui trovate il resoconto stenografico e in coda esito del voto ed elenco votanti:
http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0811&tipo=stenografico#sed0811.stenografico.tit00090
Qualora non riusciate ad individuare dove cliccare per scaricare l’allegato, aprite questo link:
http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/assemblea/html/sed0811/v001.pdf
Lettera firmata